Gazzetta di Reggio

Scandiano 

L’Innominato Eros Pagni dà corpo e voce al dramma manzoniano

L’Innominato Eros Pagni dà corpo e voce al dramma manzoniano

L’attore martedì sera (ore 21) sul palco del teatro Boiardo con l’intenso spettacolo adattato e diretto da Daniele Salvo  

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SCANDIANO. Con lo spettacolo “La notte dell’Innominato” tratto da Alessandro Manzoni con l’adattamento e la regia di Daniele Salvo e l’interpretazione di Eros Pagni nel ruolo del titolo, prosegue martedì prossimo 16 novembre la stagione teatrale 2021-2022 del Cinema Teatro Boiardo di Scandiano la cui gestione per il settimo anno consecutivo è stata affidata dall’Amministrazione comunale ad Ater Fondazione.

Sul palco accanto a Pagni ci sono tre giovani ma già affermati volti del teatro italiano contemporaneo come Gianluigi Fogacci, Valentina Violo e Simone Ciampi, per una produzione del Centro Teatrale Bresciano assieme al Teatro de Gli Incamminati. Inizio alle 21, biglietto intero 20 euro, ridotto 18 euro.

Eros Pagni interpreta una delle figure più emblematiche dei Promessi Sposi, l’Innominato, portando in scena le pagine del romanzo in cui Manzoni narra della notte in cui la giovane Lucia arriva al castello dell’Innominato in preda alla disperazione, mentre l’uomo è assillato da scrupoli mai provati.

Immerso in una densità scenica essenziale ed unica, e attraverso un approfondito e affascinante lavoro di ricerca recitativa fisica e vocale, un grande fuoriclasse della scena come Pagni dà corpo e voce al dramma manzoniano che indaga a fondo l’animo umano, inspiegabilmente attratto dal bene e dal vero: una lotta titanica, durante la quale la disperazione si affaccia più volte a contrastare l’insorgere di un nuovo sguardo sul mondo.

«Questa è una notte contaminata – scrive Daniele Salvo nelle sue note di regia – inquinata irrimediabilmente dalla peste nera. Ma una via per una nuova luce è ancora possibile. La fragilità, il rimorso, il languore, l’insonnia, l'ansia e la paura perseguitano il cuore di vetro del protagonista e non lo lasciano mai, per tutta la durata di questo tormentoso viaggio dentro gli abissi di sé. In queste meravigliose pagine Manzoni opera un vero e proprio sezionamento dell'emozione umana, del cuore e della mente di un uomo che sembra destinato alla dannazione, ma che, grazie all’incontro con il candore, il Bene, la grazia, rappresentati qui dalla giovinezza di Lucia, creatura di luce, sperimenta la conversione e la Misericordia divina. Se dunque il fine conquistato di questa tremenda notte è l’ultima perfezione della conversione, noi, sulle orme di Manzoni, racconteremo invece il principio e il divenire, il dubbio e l’enigma, la lotta, la parte buia della storia: per portare alla luce i misteriosi e miracolosi travagli dell’inquietudine, della dolorosa ricerca della salvezza da parte di un’anima solo apparentemente perduta».

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