Gazzetta di Reggio

Sant’Ilario 

“Italianesi”, una tragedia rimossa dai libri di storia

“Italianesi”, una tragedia rimossa dai libri di storia

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SANT’ILARIO. Questa sera (ore 21) al Piccolo Teatro in Piazza, Scena Verticale presenta “Italianesi” di e con Saverio La Ruina, musiche originali Roberto Cherillo. Una produzione che si è aggiudicata il Premio Ubu 2012 “Migliore attore”, la nomination al Premio Ubu 2012 “Migliore testo italiano”, il Premio Lo straniero 2015, il Premio Enriquez 2012 per la drammaturgia, il Premio Antonio Landieri 2012 “Migliore attore”, la Menzione speciale al Premio Internazionale Teresa Pomodoro 2012. Esiste una tragedia rimossa dai libri di storia, consumata fino a qualche giorno fa a pochi chilometri dalle nostre case. Alla fine della seconda guerra mondiale, migliaia di soldati e civili italiani rimangono intrappolati in Albania con l’avvento del regime dittatoriale, costretti a vivere in un clima di terrore e oggetto di periodiche e violente persecuzioni. Con l’accusa di attività sovversiva ai danni del regime la maggior parte viene condannata e poi rimpatriata in Italia. Donne e bambini vengono trattenuti e internati in campi di prigionia per la sola colpa di essere mogli e figli di italiani. Vivono in alloggi circondati da filo spinato, controllati dalla polizia segreta del regime, sottoposti a interrogatori, appelli quotidiani, lavori forzati e torture. In quei campi di prigionia rimangono quarant’anni, dimenticati. Come il “nostro” che vi nasce nel 1951 e vive quarant’anni nel mito del padre e dell’Italia che raggiunge nel 1991 a seguito della caduta del regime. Riconosciuti come profughi dallo Stato italiano, arrivano nel Belpaese in 365, convinti di essere accolti come eroi, ma condannati ad essere italiani in Albania e albanesi in Italia.

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