La comicità di Lundini sbanca il Metropolis
BIBBIANO. È solo sul palco ma sembrano in dieci grazie agli sketch surreali che lo moltiplicano per le infinite personalità - investigatore privato, podologo, innamorato alla rovescia, giornalista, cantante - che sa mettere in scena strappando fragorose risate a applausi a Bibbiano in un teatro Metropolis (gestito dall’Arci) che conta una sola poltrona vuota (probabilmente per indisposizione). Quello di martedì sera era infatti il primo di una serie di sold out de “Il mansplaining spiegato a mia figlia, tour nei bei teatri”, spettacolo di Valerio Lundini, il fuoriclasse della risata italiana che con i suoi 35 anni - di cui 10 di vera gavetta anche in radio e tivù - ha ripreso a girare l’Italia ripartendo con il suo nuovo spettacolo, con titolo che non ha nulla a che fare con la messa in scena perché «serviva per creare una locandina» dice il comico, infrangendo uno dopo l’altro i troppi luoghi comuni che tempestano la nostra quotidianità tra realtà e pose social, spesso ribaltandola per esporne i punti deboli e ridicolizzarli ma con intelligenza. Come quando inscena una liaison aulica tra due giovani innamorati che declinano il rapporto platonico usando solo espressioni di sesso spinto. O quando rompe il velo invisibile che separa attore e pubblico interagendo con i suoi tecnici fingendo inconvenienti nello svolgimento dello spettacolo. Il poliedrico attore ha quindi ridato prova della sua immaginifica teatralità, tra canzoni, giochi satirici di parole e gli effetti speciali multimediali firmati con il suo inconfondibile stile, che rinnova la comicità a teatro, ben oltre le battute mordi e fuggi dei comici ultra pop della tivù, rispetto ai quali la scrittura di Lundini segna un avanzamento di contenuti e messa in scena. Un tour al secondo posto per la vendita dei biglietti online del suo spettacolo su Ticketone, che ne fa un evento di punta della stagione 2021-2022. La data di Bibbiano è quella del debutto e per molti del ritorno a teatro. Ad affollarlo decine di giovani, giunti in quella che, per dirla come Lundini «è una città assurta alla cronaca perché la Chiesa si è lamentata dicendo “È assurdo che una città contenga all’interno del suo stesso nome una negazione delle sacre scritture».
E.L.T.
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