Gazzetta di Reggio

i martedì della luc 

Il fisico-scrittore Ossicini presenta oggi all’università “Il cristallo e la balena”

Giulia Bassi
Il fisico-scrittore Ossicini presenta oggi all’università “Il cristallo e la balena”

3 MINUTI DI LETTURA





Giulia Bassi

REGGIO EMILIA. Da circa vent’anni Stefano Ossicini, ordinario di fisica sperimentale all’Università di Modena e Reggio, si interessa anche dei temi relativi al rapporto fra scienza e società, accostando la sua attività di scienziato a quella di divulgatore e scrittore. Da questo impegno sono nati diversi libri. I primi sono stati dei saggi su episodi particolari della storia della scienza: il problema delle frodi scientifiche, la curiosa storia del dottor Mesmer alla fine del Settecento, l’impetuoso sviluppo delle nanoscienze e nanotecnologie. Poi sono arrivati i testi delle commedie su Marie Curie, Netwon, Huygens e ora questo romanzo intrigante scritto insieme alla figlia Charlotte, “Il cristallo e la balena”, che viene presentato oggi alle 18 all’interno della rassegna “I martedì della Luc” nell’aula magna dell’università, in viale Allegri.

Suo intento scrivendo questi libri è raggiungere un pubblico più vasto di quello specializzato e attento ai temi scientifici. «L’idea che sta alla base – spiega – è far vedere che le scienziate e gli scienziati sono donne e uomini come tutti e che anche nelle loro vita giocano un ruolo tanti aspetti diversi, sia positivi come la curiosità, la passione, l’impegno civile, che negativi: le forti rivalità, la voglia di potere, talvolta anche la frode». Con “Il cristallo e la balena” c’è un ulteriore passo per rendere godibile e visibile l’incrocio tra ricerca scientifica e vita delle persone: «Al centro del romanzo – svela l’autore – c’è un mistero e pagina dopo pagina si segue il percorso che porta alla soluzione. Uno dei protagonisti, un giovane aspirante archeologo scozzese che vive a Berlino in una “comune” con altri ragazzi giunti da diverse parti del mondo, è stato incaricato dall’università di analizzare i reperti rinvenuti negli alloggi degli ufficiali di una nave del quindicesimo secolo, affondata di fronte all’Irlanda. Fra essi, a lasciarlo perplesso, una sorta di “mattoncino sghembo” bianco grigiastro, che somiglia a un insignificante blocco di sale grezzo, sporco. Nel corso del romanzo, attraverso l’impegno di tutti i coabitanti, si scoprirà che tale mattoncino potrebbe essere un cristallo sul cui uso, ironia della sorte, la vita delle balene finirà per gettare una luce particolare. Da qui il titolo».

Per quanto riguarda la collaborazione con la figlia Charlotte che ha un dottorato in Studi teatrali e cinematografi, racconta che l’idea di scrivere a quattro mani è stata fondamentale dato che al centro della storia ci sono gli interessi, le speranze, le delusioni, gli amori e la precarietà di cinque giovani. «Nel testo – dice Ossicini – si avverte la sua mano per quanto riguarda la descrizione stessa dei personaggi. Coloro che hanno letto il libro hanno apprezzato il fatto che sembra proprio di vedere questi ragazzi nel loro vivere e agire. Loro come tutti i giovani di oggi sono alle prese con le nuove sfide, le opportunità e i tanti difetti della nostra società, sempre più digitale, feroce e concorrenziale. Devono fare i conti con la velocità nelle comunicazioni, la precarietà sul lavoro, la necessità di inventarsi strade nuove per sopravvivere e realizzare i propri sogni. Se c’è un messaggio nel libro è quello di vincere la paura di non essere all’altezza: per vincerla occorre scoprire che le migliori imprese che l’umanità ha saputo mettere in piedi sono state sempre imprese collettive, dove è importante il contributo di tutti, dove, alla fine, quello che conta è il buon esempio delle generazioni precedenti, l’impegno, la fiducia reciproca, la solidarietà, l’affetto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google