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L’archivio storico delle Officine Reggiane si arricchisce e si svela in due nuove mostre

Allo Spazio Gerra e al Tecnopolo, venerdì e sabato, si apre un nuovo capitolo del recupero della memoria collettiva  


08 dicembre 2021 Roberto Fontanili


REGGIO EMILIA. Tra il dicembre 1946 e il marzo 1947 la mensa delle Reggiane distribuiva tra i dipendenti, un gruppo di lavoratori del Consorzio di Produzione e Lavoro, i pacchi alimentari destinati alle famiglie: 6mila pasti al giorno, con un costo mensile quasi interamente a carico delle Reggiane stesse di oltre 11 milioni di lire.

Basterebbe questo documento scovato negli archivi delle Reggiane e le bellissime foto in mostra sulla mensa delle Reggiane nel periodo dell’occupazione operaia, per comprendere lo stretto legame che si era creato in quegli anni e fino alla chiusura dello stabilimento tra la città e la sua fabbrica.

Un legame, fatto di storie di persone, di vita vissuta, di una intera comunità che va oltre la storia industriale, seppur importante, delle Reggiane.



Un filo mai del tutto interrotto nemmeno dai lunghi anni di abbandono in cui l’area ha versato e che il lavoro di recupero da parte di Istoreco del vasto archivio storico e fotografico delle Reggiane, arricchisce di un nuovo capitolo.

L’iniziativa “Archivio storico delle ex Officine Reggiane Cap. 3”, che sarà inaugurata venerdì alle 18 (per restare aperta fino al 27 marzo 2022) allo Spazio Gerra, offre ai reggiani la possibilità di riscoprire materiali inediti attraverso due mostre.

Una dedicata all’evoluzione grafica dei loghi e degli strumenti di comunicazione aziendale e un'altra alla mensa delle Reggiane occupate dai lavoratori dall’ottobre del 1950 all’ottobre 1951. Ma lo Spazio Gerra che all’esterno propone anche una mostra fotografica sul settore ferroviario delle Reggiane, è solo una delle sedi in cui si svilupperà l’iniziativa. Il Tecnopolo sarà la sede di una mostra (inaugurazione sabato alle 11)dedicata alla sezione Avio delle Reggiane, (aperta dal lunedì al sabato) in cui i visitatori potranno ammirare pezzi restaurati di arerei come la coda di un trimotore Savoia-Marchetti costruito a Reggio mentre al Circolo Anarchico Camillo Bernieri in via Don Minzoni 1/D, (martedì e venerdì, dalle 17 alle 19 e il sabato dalle 11 alle 13) sarà possibile vedere “Spartaco”, la bandiera realizzata nel 1900 e utilizzata per l’occupazione delle Reggiane nel 1920 e un cartellone pubblicitario realizzato a mano del mitico trattore R60. Facce diverse di una stessa storia.

Quella presentata ieri è una iniziativa che prosegue il percorso di un recupero di memoria collettiva di una città, come hanno sottolineato l’assessore Annalisa Rabitti, il presidente di Istoreco Arturo Bertoldi, lo storico Massimo Storchi, Luca Torri di Stu Reggiane e Giordano Gasparini (che cura l’archivio fotografico recuperato e composto da oltre 27mila immagini, 15mila delle quali già digitalizzate) e Stefania Carretti che con Lorenzo Immovilli gestiscono lo Spazio Gerra.

«È una mostra che parla di persone – ha sottolineato l’assessore rabitti – e possiamo vedere la vita quotidiana di operai e operaie che ci raccontano del legame con le Reggiane e la storia della città».

Mentre il presidente di Istoreco Arturo Bertoldi, ha sottolineato come «lo sforzo sia quello di realizzare mostre che siano anche un modo per conservare la città e di inquadrare le Reggiane come organismi completamente autosufficienti con materiale e informazioni sempre nuove».

A fianco della mostra allo Spazio Gerra, (aperta nelle giornate di venerdì, sabato e festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19), il programma degli eventi prevede per sabato alle 15 al Tecnopolo la proiezione in loop di “Accadrà ma non a noi. Al di qua e al di là delle Officine Reggiane”. Si tratta di un documentario creato a partire dai materiali d’archivio e delle testimonianze dei dipendenti. Come sempre, nel corso della mostra, lo Spazio Gerra prevede visite guidate e laboratori per bambini dai 6 ai 12 anni.

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