Ritorna il mito di Prometeo collegando il cielo alla terra
“Indomabile è la notte” va in scena questa sera (ore 20) al Teatro Herberia di Rubiera. Sul palco Tea che ha il fuoco negli occhi, crede nel progresso e ne rimane vittima
RUBIERA. La prima parte della stagione di prosa del Teatro Herberia di Rubiera, ideata e promossa da La Corte Ospitale, si chiude questa sera (mercoledì 15 dicembre) alle ore 20 con lo spettacolo “Da Prometeo. Indomabile è la notte” di Oscar De Summa in scena insieme a Marina Occhionero, Luca Carbone, Rebecca Rossetti. Una produzione La Corte Ospitale con Teatro Metastasio di Prato, Arca Azzurra Produzioni.
Prometeo, il titano che sfidò il potere degli dei, amico dell’umanità e del progresso. Colui che ruba il fuoco agli dei per darlo agli uomini e per questo subisce la punizione di Zeus che invia sulla Terra Pandora, donna bellissima che seduce Epimeteo, fratello di Prometeo. Tramite lei Zeus invia un vaso sigillato, col divieto assoluto di aprirlo. Ma la curiosità femminile di Pandora è più forte dell’avvertimento divino: il vaso viene aperto e da esso fuoriescono tutti i mali che si spargono nel mondo, provocando sciagure al genere umano. A Prometeo, questa volta, è riservata una punizione esemplare: un’aquila, mandata sempre da Zeus, gli infliggerà un atroce supplizio, rodendogli il fegato ogni giorno e lasciando che la notti si rigeneri.
Sul palco quattro personaggi: Prometeo, Epimeteo, Pandora e l’Aquila, i rapporti di forza sono i medesimi presenti nel mito. Prometeo è Tea, una ragazza che porta il fuoco del progresso, della tecnologia, dell’età, della passione. Epi è il fratello di Tea, motivo e causa per lei di dolore per la separazione, per l’inaspettato. Pandora è una donna affascinante, seducente, bellissima, che Epi conosce in rete, su un social qualunque. E poi l’Aquila, chiamata nella sua traduzione greca Aetòs, che rappresenta la vita quando si manifesta in modo inevitabile, che ci mette costantemente di fronte alle scelte che non riusciamo o vogliamo fare.
Prometeo ha spesso simboleggiato la lotta del progresso e della libertà contro il potere. “Da Prometeo. Indomabile è la notte” prende a prestito una giovane vita che, riconoscendo in sé il fuoco della passione, dell’inclusione, del cambiamento, si ritrova a fare i conti con forze nuove che l’attraversano e la dirigono, la rendono performativa prima e la annichiliscono poi. Tea ha il fuoco che portano negli occhi i ragazzi della sua età, crede nel progresso, ne rimane vittima, lotta.
Donando il fuoco Prometeo decide di cambiare il destino degli uomini. Qual è oggi questo fuoco? Il vero fuoco necessario? Chi è in possesso di una conoscenza e decide o meno di diffonderla è in posizione prometeica, rischiando con la sua scelta di cambiare il corso della vita di qualcun altro. “Da Prometeo. Indomabile è la notte” si compone di due binari che scorrono paralleli: da un lato l’apparente pochezza dei giorni spammati su un piano a bassa risoluzione che è la vita stessa nella sua semplicità; dall’altro la poesia, una lente molto speciale di lettura di quegli stessi giorni e di quegli stessi gesti. La poesia genera uno choc, una sorpresa che ci permette di essere presenti. Ed essere presenti rivela che fuori di noi c’è l’Altro. La poesia ha a che fare con l’Altro da sé che ci cambia, l’Altro con il quale entrare in dialettica, crescere e capire.
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