Gazzetta di Reggio

Rosebud 

Uberto Pasolini in sala per presentare il suo “Nowhere Special”

Uberto Pasolini in sala per presentare il suo “Nowhere Special”

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REGGIO EMILIA. Il regista Uberto Pasolini sarà questa sera (ore 21) al Rosebud per presentare una straordinaria storia d’amore: la ballata (triste) del lavavetri (nordirlandese). Non esiste un angolo di speranza tra le pieghe fitte, sottili e preziose di “Nowhere Special”, il secondo film dopo “Still Life” diretto dall’italiano Uberto Pasolini (produttore all’epoca di “Full Monty)”. John (James Norton) è un 34enne di Belfast che pulisce vetrate di case, negozi e chiese, costretto a finire la sua esistenza terrena per un male incurabile. Il tempo che gli rimane lo userà per incontrare famiglie o coppie per capire a chi affidare il figlio di 4 anni Michael (Daniel Lamont) con cui ha un rapporto profondo.

Pasolini, suo anche lo script, si approccia con delicatissimo sguardo in quella quotidianità casalinga di figlio e padre che va a spegnersi. Nulla sa di visivamente eccezionale, dimensione del discorso realistica, inquadratura essenziale, pulita, priva di didascalismi. Un moto interno/esterno, dentro/fuori, rispetto all’appartamento dove i due vivono che è tentativo graduale di approdo futuro verso uno spazio umano ideale per il bimbo che crescerà.

“Nowhere special” in pochi istanti di cinema garbato, sottovoce, mai urlato, mostra il miracolo dell’insostituibilità degli affetti come raramente si è visto fino ad oggi. Sottofinale e finale senza parole che straziano terribilmente ma senza dilaniare.

«Ho voluto girare questo film – racconta Uberto Pasolini – non appena ho letto del caso di un padre malato terminale che tentava di trovare una nuova famiglia per suo figlio prima di morire. Sebbene la situazione in cui si trovano i personaggi principali sia molto drammatica, scrivendo la sceneggiatura ho voluto avvicinarmi alla storia in un modo molto sottile, discreto, il più lontano possibile dal melodramma e dal sentimentalismo. La principale sfida è stata quella di lavorare con un bambino molto piccolo, creando una relazione padre-figlio credibile e commovente. A soli quattro anni il piccolo Daniel Lamont è un attore naturale, straordinariamente consapevole e sensibile, e ha avuto la fortuna di lavorare al fianco di un attore di grande talento e generosità come James Norton».

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