Omar Galliani reinterpreta la pala d’altare e raffigura la Pietra alle spalle di Maria
L’opera sarà esposta in anteprima al centro “Andare a Canossa” fino al 9 gennaio
Federica Soncini
CANOSSA. Se “L’arte è un modo speciale di pensare” come affermava il critico statunitense Harold Rosenberg, il processo creativo è parte integrante dell’opera stessa, la riguarda da vicino e la comprende.
Pensiamo alle pale d’altare antiche, al loro processo di lavorazione intrinseca, alla stesura della foglia d’oro. Un grande e minuzioso processo artigianale per dare luce all’opera, dove l’opera diventa la luce stessa.
Senza spostarci nelle grandi capitali europee dell’arte e nei grandi musei italiani, a Reggio Emilia abbiamo un privilegio: poter vedere e ammirare da vicino il capolavoro contemporaneo dell’artista Omar Galliani, semplicemente andando a Canossa.
L’artista ha rielaborato il concetto di pala d’altare (ovvero l’opera pittorica, o anche scultorea, di genere religioso che si trova sull’altare delle chiese e può essere realizzata su un supporto rigido di legno o ferro, oppure su tela di grandi dimensioni) rifacendosi al metodo antico ma attualizzandolo al tempo stesso. Ha conservato la foglia d’oro che ritrae, con la punzonatura a bulino la “Madonna con bambino” sullo sfondo della Pietra di Bismantova, eliminando però il colore e lasciandola nella sua purezza divina a cui l’oro rimanda simbolicamente.
In cima alla pala, un pugnale che spunta dalla tela, simbolo dell’incarnazione dolorosa e sublimata del Cristo sulla terra, fattosi carne per l’uomo. La doratura dell’opera è stata eseguita interamente a mano da Laura Intilia. La pala d’altare di Omar Galliani rimarrà in visione al Centro turistico Andare a Canossa, ai piedi dell’omonima rupe, fino al 9 gennaio (giorno del battesimo di Gesù) in anteprima nazionale, prima di entrare in circuiti artistici, mostre e musei.
L’opera ha visto la sua prima comparsa la sera dell’antivigilia, il 23 dicembre, ai piedi della rupe di Canossa, in un evento all’aperto. In anteprima, con un numero ristretto di persone, sul belvedere del castello, luogo per eccellenza dell’attesa. Dall’imbrunire in avanti, in un tempo sospeso, alla luce di un fuoco acceso, unica fonte naturale per l’opera, “la Natività” ha preso vita propria sotto lo sguardo meravigliato dei presenti. Fuoco, quindi, come fonte di luce purificatrice e generatrice di sacralità della pala.
Chi volesse prenotare la visita guidata all’opera e incontri in presenza del maestro Omar Galliani può telefonare ai numeri 333-4419407 e 347-9465950.
Omar Galliani, nato a Montecchio nel 1954, si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna ed è docente alla Scuola di Pittura dell’Accademia delle Belle Arti di Brera. È stato esponente del gruppo degli “Anacronisti” e del “Movimento Magico Primario”. Dagli anni ’80 ha esposto alla Biennale di Venezia, alla Biennale di San Paolo del Brasile, alla Biennale di Pechino, dove vinse il primo premio nel 2003. Le sue opere sono nelle collezioni permanenti alla Gam di Torino, alle Gallerie degli Uffizi di Firenze e al Namoc di Pechino.
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