Giuliano Bagnoli racconta vizi capitali e virtù cardinali con i proverbi reggiani
Tiziano Soresina
REGGIO EMILIA. Sono disponibili presso le librerie del centro città, nonché nelle librerie ed edicole della nostra provincia, due nuovi libri del medico Giuliano Bagnoli che svolge da anni un’intensa attività di divulgazione culturale, con le tradizioni popolari reggiane come materia d’approfondimento e conservazione per evitarne l’oblio.
Queste due nuove pubblicazioni fanno parte della collana “Enciclopedia dei proverbi reggiani” proposta dalla casa editrice modenese Cdl. Si tratta del volume numero 8 dal titolo “Dònn e cavâj…porta guài!” e del numero 9 “Bèin e benedisiòun – Fare il bene, dire il bene e bene dire”.
Sono due libri che si completano l’un l’altro nel senso che trattano argomenti complementari: mentre “Dònn e cavâj..” si sofferma sui sette vizi capitali nella tradizione orale reggiana (superbia, gola, ira, avarizia, invidia, accidia, lussuria), l’altro, “Bèin e benedisiòun” ci presenta i proverbi della tradizione orale reggiana sulle virtù cardinali (prudenza, temperanza, fortezza e giustizia).
Ovviamente l’autore, con la sua ormai classica attenzione ai proverbi e ai modi di dire del vivere quotidiano, non si perde nella moralità fine a se stessa, ma indaga i risvolti pratici e comunicativi che i proverbi della nostra gente mettevano in evidenza.
Leggendoli, si rivive la forza educativa e la saggezza che sgorgava da questi concentrati di sapienza popolare che declinava nella praticità ogni problema della vita. I volumi sono arricchiti da numerose foto storiche della vecchia Reggio, da cartoline, da foto d’autore che si inseriscono nel tema trattato portando il loro riscontro visivo e la suggestione dei volti delle persone e degli ambienti delle epoche passate.
«Il dialetto continua a stupirci e a divertirci – spiega il pediatra nonché scrittore – con la sua straordinaria musicalità, anche quando scruta gli “oggetti proibiti” come i peccati capitali del popolo reggiano. Parimenti il dialetto è capace di suggerire la saggezza, aiutando a superare le tentazioni della persona che lo porterebbero a vivere nel disimpegno e nella inettitudine. Pronunciati per educare i giovani d’un tempo, ora i proverbi reggiani rinascono dalla polvere dell’antico per portarci il sorriso e la freschezza della semplicità».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
