Gazzetta di Reggio

Il concerto di Capodanno 

La danza di Aterballetto protagonista su Rai5 dalla Fenice di Venezia

Giulia Bassi
La danza di Aterballetto protagonista su Rai5 dalla Fenice di Venezia

La compagnia impegnata nelle coreografie di Tortelli Niente tutù per le ballerine ma abiti Max Mara

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REGGIO EMILIA. Non ci sono dubbi: fin dalla sigla iniziale del Concerto di Capodanno in mezzo alle ardite trame del Labirinto Borges in una superba Venezia a cielo terso e dentro l’energetica musica di Vivaldi, la danza estraniante ma strong di Aterballetto ideata da Diego Tortelli con gli costumi blu elettrico dei danzatori firmati Max Mara, è decisamente suggestiva. Già questo primo video (da incorniciare) che mostra il primo dei quattro interventi al Concerto di Capodanno dal Teatro La Fenice di Venezia svela nel contempo la qualità del lavoro di Aterballetto in cui la danza appare non un mero accessorio ma è vera coprotagonista.

«Un successo certamente questa straordinaria partecipazione al Concerto di Capodanno al Teatro La Fenice: è l’ultimo, in ordine di tempo, di importanti impegni che si sono succeduti, quindi non si poteva finire e iniziare meglio l’anno. Confesso – commenta il direttore generale Gigi Cristoforetti intervistato al termine della diretta Rai che vedeva la nostra compagnia danzare sulle musiche dirette da Fabio Luisi – sono orgoglioso di queste situazioni che in poche settimane hanno visto Aterballetto conseguire risultati di rilievo: il progetto Microdanze (la danza ospitata a Bruxelles ed Atene con 21 coreografi che tornerà a Reggio nel week end del 16 gennaio); il Trittico degli spettacoli Preludio - “O” - Bliss in scena al Teatro Comunale di Bologna; infine il Concerto di Capodanno».

«Se qualcuno – continua Cristoforetti – m’avesse detto che dopo quattro anni (di cui due di pandemia) dall’inizio del mio incarico saremmo arrivati fino a qui non vi avrei creduto, o per lo meno avrei pensato di peccare di hybris. Invece eccoci. Sono quattro spettacolari coreografie commissionateci a seguito dell’oramai solido rapporto con la Rai che aveva apprezzato i due progetti messi a punto durante il lockdown: 1 meter closer e The other side. Si tratta di un gratificante riconoscimento conseguito grazie a questa collaborazione (in particolare con Rai5), trasformatasi in una gratificante occasione per far conoscere la nostra realtà a un pubblico molto ampio su scala nazionale. Noi l’abbiamo accolta giocando la carta dell’innovazione con Diego Tortelli ideatore di quattro pièce dalla straordinaria freschezza e inventiva per altrettanti diversi luoghi di Venezia». La straordinarietà dell’esperienza si è concretizzata in un lavoro legato alla registrazione durato sei giorni, con una troupe di 40 persone. «Indubbiamente l’esperienza è stata bellissima e formativa – spiega Sveva Berti direttrice artistica –. Tortelli ha inventato una danza a 360 gradi creando anche un pezzo classico sulle punte per Martina Forioso ed Estelle Bovey».

Il coreografo Tortelli commenta il suo lavoro fatto a quattro mani con Ian Griffiths, direttore creativo di Max Mara, scegliendo i luoghi per abbinarli alle musiche. «Così all’Arsenale attorno ad una suggestiva installazione di Achim Menges e Tumo per la Biennale di Architettura danziamo sulle note del Preludio di Traviata – spiega il coreografo –. In un’altra - sulla Barcarola di Offenbach - introduco l’elemento dell’acqua con un movimento ondulatorio destra sinistra, come una ninna nanna. Per concludere, la splendida danza legata al brindisi finale da “La Traviata” in cui si riprende il gioco iniziale del Labirinto. In una raffinata commistione di stile, i ballerini indossano i blazer Max Mara, mentre le ballerine abbandonano il tutù e salgono “sulle punte” indossando pantaloni in organza. Per l’occasione Max Mara ha rivisitato il famoso Teddy Bear. «Diego e io abbiamo iniziato a lavorare a questo progetto prima che la coreografia fosse definita. Questo ci ha fornito l’opportunità di adattare i movimenti ai capi – afferma Ian Griffiths –. Le restrizioni create da questi ultimi, in particolare dai cappotti, sono ciò che genera la danza. L’ispirazione nella progettazione è stata di realizzare capi quotidiani ma in blocchi di colori primari in contrasto con le location. Far diventare l’ordinario straordinario».

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