I gioielli della Fai tutti da scoprire al Circolo Berneri
Continua la mostra dedicata alle tendenze libertarie del movimento operaio reggiano
REGGIO EMILIA. Continua al Circolo Anarchico Camillo Berneri (via don Minzoni 1/D) l’esposizione “Le tendenze libertarie del movimento operaio reggiano”, collegata alla mostra Archivio Storico Officine Reggiane Cap. 3. La mostra è aperta nelle giornate di martedì e venerdì, dalle 17 alle 19 e sabato dalle 11 alle 13.
Tra i materiali esposti la “Bandiera Spartaco”: si tratta della bandiera storica del gruppo comunista anarchico reggiano ricamata intorno al 1905 e dedicata al primo ribelle della storia, il gladiatore romano Spartaco. Venne utilizzata dagli anarchici reggiani durante le manifestazioni antimilitariste della nostra città contro la grande guerra del 1915. Durante l’occupazione delle Reggiane nel 1920 sventolò sui pennoni della fabbrica dove era presente un gruppo anarchico con una forte presenza femminile, e furono proprio queste compagne a sotterrarla in un orto a Santa Croce per oltre 20 anni, salvandola dalla furia fascista. Fu dissotterrata nel 1945 e consegnata, nel 1970, da un’anziana militante, alla Fai-Federazione anarchica italiana di Reggio.
Al Circolo Berneri, inoltre, si può vedere il cartello pubblicitario del trattore R 60 (150 x 200 cm) costruito su legno e creato dai pittori delle Reggiane: si tratta di un dipinto policromo a tempera su compensato con cornice sagomata bianca. È presente la seguente scritta: “R 60, motore diesel, quattro tempi iniezione diretta, 60-60 HP a mille giri, cambio di velocità a cinque marce e retromarcia 55-65 HP alla puleggia”, preceduta dal logo delle Reggiane e da una grande immagine della cingoletta di colore giallo. L’opera è antecedente all'occupazione della fabbrica, infatti si trova una scritta in basso che recita: “io, Bonafini Geom. Antonio dell'Ufficio Tecnico delle Reggiane dal 1940, insieme al mio capo ufficio Ing. Rattonetti e altri ingegneri provenienti dalla Fiat, ho lavorato per lo studio di questo trattore a cingoli, per essere costruito in serie alle Reggiane finita la guerra”.
Nel panorama della cartellonistica industriale questo pezzo è unico nel suo genere.
La mostra era stata inaugurata con un incontro a cui hanno partecipato Gianandrea Ferrari e Arturo Bertoldi sulle tendenze libertarie nel movimento operaio reggiano. Per ragioni di spazio, era stato possibile fare partecipare solo la metà delle persone che si erano iscritte; per questa ragione nel mese di marzo si prevede di organizzare un secondo evento sul tema, consentendo così ad altre persone interessate di prendere parte all'iniziativa.
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