Gazzetta di Reggio

Musiche immortali e gustosi aneddoti Tornatore ci emoziona col suo “Ennio”

Luca Trambusti
Musiche immortali e gustosi aneddoti Tornatore ci emoziona col suo “Ennio”

Arriva nelle sale il film dedicato a Morricone: un grande compositore che ha ribaltato il concetto di colonna sonora

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«Le note sono come i mattoni, sempre uguali, ma le case però sono diverse tra loro».

Così dice Ennio Morricone che da grande “ingegnere”, ma soprattutto da geniale artista, ha portato la musica da cinema a un livello superiore, rendendola immortale anche fuori dall’ambito filmico. Tutto questo e molto altro lo racconta “Ennio”, la pellicola, nelle sale dal 27 gennaio, firmata da Giuseppe Tornatore che con Morricone ha lavorato a due film.

In oltre due ore e mezza si ripercorre tutta la vita artistica del maestro Morricone scomparso il 6 luglio del 2020. Si parte dal conservatorio, dove studiava tromba, passando al sopraffino lavoro di arrangiatore di musica leggera degli anni ’60, per arrivare alle colonne sonore, senza dimenticare la sua attività di compositore di musica contemporanea. L’impianto del film vede la narrazione in prima persona di Ennio Morricone che ricorda e ripercorre la sua vita artistica riflettendo sul suo ruolo, sulla sua idea di musica e sull’attività stessa di compositore. Non nasconde nemmeno il dispiacere di quando l’Accademia lo considerava un traditore, avendo scelto di scrivere colonne sonore considerate musica commerciale e non “alta”. Ma il suo lavoro nel mondo del cinema alla fine ha ribaltato anche il giudizio dei «maestri compositori», quelli del conservatorio, con le cui lezioni e insegnamenti Morricone è cresciuto.

A completare il quadro, oltre agli interventi del protagonista, ci sono quelli di artisti, registi italiani e internazionali, musicisti rock e non (Springsteen, Pat Metheny, Gianni Morandi, Gino Paoli), critici musicali, fonici, compositori di musica classica, leggera e di colonne sonore, discografici e produttori cinematografici. Tutti a descrivere un personaggio amato, che a volte viene fino santificato. A tutto poi si aggiungono immagini e interviste di repertorio.

L’analisi fatta nel film parte dalla cronaca e dalla storia ma a tratti sfocia anche in quella musicologica spiegando così, bene e comprensibilmente, perché l’opera di Morricone è andata oltre la semplice colonna sonora, inventando un suono, uno stile che ha radici profonde nella composizione più” alta”, accademica, ma anche nella ricerca sonora con un uso atipico di oggetti, voci, strumenti. Le sue intuizioni, fruibili emotivamente dal pubblico, ma ancor più apprezzabili da un compositore, hanno fatto assumere alla musica da film un ruolo che travalica la matrice originaria dandole un grande valore anche decontestualizzata dall’ambito della pellicola. L’opera di Morricone è arrivata a pieno titolo nel novero della musica contemporanea.

“Ennio” però ha anche una sua verve comica, che si concretizza attraverso alcune espressioni di Morricone (montate ad arte) e racconti di episodi realmente accaduti: esilarante l’aneddoto legato a “In ginocchio da te” di Gianni Morandi. Ovviamente poi c’è la parte suonata, cioè quella legata alle interpretazioni dei cantanti di musica leggera che hanno fruito delle sue composizioni o degli arrangiamenti e quella legata alle immagini cinematografiche. Tra i primi ci sono Gino Paoli, Morandi, Edoardo Vianello, Mina, Gianni Meccia, da cui tutto è iniziato. Tra i lavori per il cinema (si parla di 500 opere) sono selezionati i più importanti, se ne raccontano la genesi e le intuizioni che hanno portato alla grandezza ogni soundtrack. E questa è la parte più emozionale della pellicola: risentire, anche se per pochi secondi, le sue più famose melodie non può lasciare indifferenti. L’ultima parte del film, attraverso i contributi di moltissimi artisti, celebra il lascito del Maestro, che è continua fonte d’ispirazione oltre che compositore amato, rispettato e suonato da molti musicisti anche lontani dal suo mondo (i Metallica su tutti). “Ennio” è un ritratto tra il musicale e l’affettivo che Tornatore fa a una figura importante della cultura italiana, quella esportata in tutto il mondo. E poi tra premi Oscar ci si intende. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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