Gazzetta di Reggio

Il giorno della memoria/1 

Due giorni per far rivivere quelle “voci dal filo spinato”

Giulia Bassi
Due giorni per far rivivere quelle “voci dal filo spinato”

Oggi e domani alla Casa delle storie densi appuntamenti per ricordare l’olocausto Al centro un intenso racconto a due voci messo in scena dal Teatro dell’Orsa

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REGGIO EMILIA. «Cosa facevate voi bambini ad Auschwitz, giocavate?» «Giocare? Avevamo sete. E paura di morire. Ecco tutto, tutto quel che è stato». Così Monica Morini e Bernardino Bonzani del Teatro dell’Orsa citano un frammento di “Vivere ancora. Voci dal filo spinato”, spettacolo che in occasione delle celebrazioni per il Giorno della Memoria sarà in scena questa sera (ore 20.30) e domani (ore 18) alla Casa delle storie nell’ambito di “Siamo partiti cantando”, una densa due giorni dedicata al rapporto tra memoria, presente e futuro che vedrà in programma, inoltre, concerti, installazioni, cortometraggi, incontri con autori ed esperti d’arte contemporanea e consigli di lettura.

Un progetto culturale di ampio respiro, composto da proposte diverse, rivolte a persone di ogni età, accomunate dalla tensione a rendere vivo e pulsante il ricordo delle vittime di ieri e di oggi. Sono in programma l’installazione visuale e sonora La notte, dall’omonimo romanzo di Elie Wiesel (opere di Franco Tanzi, adattamento del testo, regia e interpretazione Bernardino Bonzani, musiche originali Gaetano Nenna), che sarà fruibile individualmente oggi alle ore 11 e alle ore 16 e domani alle ore 10 e alle ore 15; un incontro sull’arte contemporanea tra memoria e diritti umani con Fosca Ugoletti della Collezione Maramotti in dialogo con Michele Pascarella (oggi alle 17); il concerto Klezmer (clarinetto Gaetano Nenna, fisarmonica Lorenzo Munari) oggi alle 17.30; un confronto tra Annamaria Gozzi e l’autrice, pittrice e illustratrice Sonia Marialuce Possentini a partire dal suo struggente La fioraia di Sarajevo (domani alle 11); la presentazione di cortometraggi internazionali sul tema dei confini, in collaborazione con il Reggio Film Festival, e a seguire un dialogo con i giovani rifugiati del progetto Argonauti (domenica alle 16). Infine lo spettacolo Vivere ancora.

Voci dal filo spinato ispirato agli scritti di Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di concentramento intessuto delle testimonianze di Etty Hillesum, Ruth Kluger, Primo Levi, Elisa Springer, Peter Weiss e Elie Wiesel è scritto, diretto e interpretato da Bernardino Bonzani e Monica Morini, accompagnati al pianoforte da Gaetano Nenna; inoltre si avvale della collaborazione artistica e vocale di Antonella Talamonti e della collaborazione alla drammaturgia di Annamaria Gozzi. «Vivere ancora. Voci dal filo spinato è un racconto a due voci che si rafforza con intensi momenti musicali dal vivo» spiegano gli autori «Le foto d’epoca amplificano visivamente la narrazione, traducono le parole in immagini, in un’eco che è anche fisica. Un percorso nella memoria, dai quaderni, dai diari, dalle tracce degli scritti, di donne e uomini sopravvissuti o meno all’inferno dei campi di concentramento. Sono parole e tormenti, sono domande».

Per assistere a questo spettacolo la prenotazione è obbligatoria con WhatsApp al numero 351/5482101 indicando nome, cognome numero di telefono per ogni spettatore.

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