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Gregory Kunde al teatro Valli di Reggio Emilia: «Il mio primo Ernani»

Il tenore americano è protagonista di una nuova produzione dell’opera venerdì 11 febbraio (ore 20) e domenica 13 febbraio (ore 15) al Municipale


11 febbraio 2022 Giulia Bassi


REGGIO EMILIA. «Questa produzione di Ernani nei teatri di Piacenza, Ferrara e adesso Reggio Emilia segna il mio debutto scenico, avendolo cantato fino ad ora solo “in forma di concerto” a Lisbona»: a dirlo è Gregory Kunde questa sera (ore 20) e domenica (ore 15) al Valli nel ruolo di protagonista nell’ambito della stagione operistica della Fondazione I Teatri.

Il tenore americano Gregory Kunde, 67 anni, è un autentico fenomeno in quanto dopo aver cantato per 25 anni solo il repertorio belcantistico (Rossini, Bellini, Donizetti) si è buttato su Verdi, Puccini arrivando fino al verista Leoncavallo. Nessuno fino ad ora ha mai fatto come lui anche sul piano della tenuta della voce: infatti le sue interpretazioni non solo sono ineccepibili dal punto di vista tecnico, ma comunicano sul piano espressivo per riflettersi su quello umano: da qui la grandezza che a lui si riconosce di artista completo. E per giunta è pure simpatico.

«Con piacere – ci spiega – affronto questa produzione per la regia del giovane Gianmaria Aliverta, concepita nel febbraio del 2021 quanto eravamo tutti in lockdown, tanto è vero che il coro canta dietro coperto da un tulle e viene avanti solo per cantare il celebre “Si ridesti...”: un momento veramente speciale. Sono contento del cast a partire da Francesca Dotto, poi baritono Ernesto Petti, il basso Giovanni Battista Parodi e il resto lo fa la musica strepitosa di Verdi eseguita dall’Orchestra dell’Emilia- Romagna “Arturo Toscanini” diretta da Alvise Casellati». Nel commentare l’opera, Gregory Kunde ritorna sul coro la cui prestazione ritiene ineccepibile. «Il Coro del Teatro Municipale di Piacenza è perfetto – spiega –. Io amo i cori, da giovane ho cominciato cantando in uno di questi, il mio cuore è sempre con i coristi, perché quando ti “sopportano” è tanto».



Entrando nel merito del suo ruolo, e descrivendo l’ideale voce verdiana, parla di una corposità propria dei baritoni ma l’acuto deve uscire facile. «Tuttavia Ernani è diverso, perché è un ruolo di stampo belcantistico, in quanto Verdi lo crea mentre Donizetti componeva ancora. Tra l’altro in questa versione viene proposto il finale alternativo del II atto, scritto per il tenore Nicolaj Ivanov, pupillo di Rossini con l'aria “Odi il voto, o grande Iddio”. L’aveva inciso Pavarotti... la storia è curiosa, in quanto fu lo stesso Ivanov a chiedere a Rossini che scrivesse a Verdi di comporre un’altra aria e questi acconsente, facendolo nello stile del genio pesarese. L’abbiamo trovata nell’edizione critica che ci siamo procurati da Ricordi, grazie a Cristina Ferrari direttrice dei Teatri di Piacenza».

Ma quanto deve Gregory Kunde agli anni dedicati al repertorio belcantistico? «Devo dire – ci racconta – che per me sono stati molto utili quei 25 anni in cui ho cantato Rossini, Donizetti, Bellini. Mi aiuta molto la tecnica del fraseggio, del legato, con gli acuti che escono con naturalezza. Così quando ho cominciato con Verdi sono stato facilito perché la tecnica rimane la stessa del belcanto, e negli anni la voce in centro è cresciuta. In questo senso posso proseguire con Verdi ma non solo, tra l’altro ho già fissato il debutto dell’unico ruolo mai affrontato: a Los Angeles sarò Mario Cavaradossi. Come si fa a non cantare questo magnifico personaggio?».

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