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Gli spumeggianti Legnanesi al teatro Valli

Reggio Emilia, la strampalata famiglia Colombo alle prese con la Gioconda domani e domenica con “Non ci resta che ridere”


18 febbraio 2022 Giulia Bassi


REGGIO EMILIA. Tra passato e presente, nel pieno della nostra tradizione: c’è tutto il mondo de I Legnanesi che tornano a trovarci, anche perché da quando si sono sdoganati dalla Lombardia girano per l’Italia che è un piacere.



Arrivano a Reggio Emilia con lo spettacolo “Non ci resta che ridere”, chiaro omaggio all’indimenticato film con Roberto Benigni e Massimo Troisi, ci conferma Antonio Provasio interprete storico di Teresa.

«È una sorta di viaggio nel tempo questo spettacolo davvero ricchissimo, dai costumi variopinti e sontuosi. Pensi che si va a Parigi e incontriamo Leonardo proprio mentre dipinge la Gioconda e io divento sua amica».

Avviene pure che nella prima scena Mabilia (Enrico Dalceri) chic più che mai come si conviene per un viaggio a Parigi, sfoggia gilet gialli catarinfrangenti nelle sale del Louvre mentre fuori i manifestanti fanno dei loro gilet gialli il simbolo della protesta, inseguiti dai gendarmi.



Decisamente il divertimento è assicurato con “Non ci resta che ridere” che sarà in scena domani (ore 20.30) e domenica (ore 15.30 e ore 20.30) al Teatro Valli.

«L’abbiamo pensato nel 2019 – spiega Provasio – per il cinquecentesimo anniversario dalla morte di Leonardo da Vinci. La Monnalisa è al centro della nostra attenzione: sostanzialmente perché il capolavoro deve tornare in Italia. E così sempre lui, la Teresa, incurante dell’esistenza di un sortilegio legato al furto del celebre quadro, spinge il marito Giovanni (Lorenzo Cordara, new entry nella Compagnia) ma compiere il misfatto».

Per quanto riguarda il ritorno in terra reggiana l’emozione è grande. «Sono felicissimo di tornare in terra emiliana a soprattutto dalle vostre parti a Reggio e Modena, anche perché vent’anni fa vi ho trovato l’amore, infatti Mitia Del Brocco mia moglie, pure lei autrice dei testi, è carpigiana».

Proseguendo nel racconto della trama, il viaggio nel tempo, prima continuare nel secondo atto, si prende una pausa per l’allegro quadro dedicato a Parigi, con la Tour Eiffel che fa da sfondo alle coreografie dei boys (guidati dalla coreografa Valentina Bordi) e all’ingresso trionfale di Mabilia, come sempre diva tra le dive.

«Il nostro segreto – spiega sempre Antonio Provasio – è la semplicità: facciamo così dal 1949, infatti siamo una delle compagnie più longeve. Perché noi facciamo divertire divertendoci, entriamo subito in sintonia con il pubblico che vogliamo stupire».

In “Non ci resta che ridere” il viaggio non si ferma a Parigi. Infatti il secondo tempo si apre con la famosa canzone del 1940 “Mamma”. «Siamo nel 1918, i bombardamenti lambiscono il cortile, ora adibito a ospedale da campo: perché la Teresa (sempre il sottoscritto) in veste di infermiera, ha in mente qualcosa di davvero straordinario per provare a cambiare il corso del futuro...».

Quella stessa Mabilia che con razionalità e giudizio ristabilirà gli equilibri familiari facendo luce sui veri valori della vita e regalandoci un pieno di buonumore per tutti.

Per informazioni e biglietti consultare il sito www.iteatri.re.it.

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