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Tra ricordi e riflessioni l’ironia invade il Valli Sul palco c’è Claudio Bisio

In scena stasera e domani “La mia vita raccontata male” spettacolo basato sui testi dello scrittore Francesco Piccolo


22 febbraio 2022 Giulia Bassi


REGGIO EMILIA. Se da piccoli guardavate Carosello. Se vi ricordate i mondiali di calcio del 1974 e le gemelle Kessler. Se volevate fare la rivoluzione con addosso il montgomery. Se non potete fare a meno di confrontare l’Italia spensierata di un tempo con quella sbalestrata di oggi. Allora questo spettacolo parla anche di voi.

Ci riferiamo a “La mia vita raccontata male”, in scena questa sera e domani alle 20.30, al Teatro Municipale Valli. Si tratta di una pièce basata sui testi di Francesco Piccolo (da “Allegro Occidentale” a “Momenti di trascurabile felicità” sino al romanzo Premio Strega “Il desiderio di essere come tutti”) che si avvale della presenza di Claudio Bisio per la regia di Giorgio Gallione.

Attingendo dal variegato patrimonio dello scrittore casertano, la pièce si dipana in un’eccentrica sequenza di racconti e situazioni che inesorabilmente e bizzarramente costruiscono una vita che si specchia in quella di tutti. Dalla prima fidanzata alle gemelle Kessler, dai mondiali di calcio all’impegno politico, dall’educazione sentimentale alla famiglia o alla paternità, dall’Italia spensierata di ieri a quella sbalestrata di oggi, fino alle scelte professionali e artistiche che inciampano in Bertolt Brecht o si intrecciano con Mara Venier, lo spettacolo, montato in un continuo perfido e divertentissimo ping-pong tra vita pubblica e privata, reale e romanzata, racconta “male”, in musica e parole, tutto ciò che per scelta o per caso concorre a fare di noi quello che siamo.

Un po’ romanzo di formazione, un po’ biografia, “La mia vita raccontata male” ci segnala che se è vero che ci mettiamo una vita intera a diventare noi stessi, quando guardiamo all’indietro la strada è ben segnalata da una scia di scelte, intuizioni, attimi, folgorazioni e sbagli, spesso tragicomici o paradossali.

In tal senso lo spettacolo parla di tutti noi, presentando con ironia quegli episodi che a volte sembrano ininfluenti e che invece, inaspettatamente, diventano momenti cruciali della nostra crescita. È la storia di un’intera generazione e di un Paese in trasformazione: «Perché quello che ho capito – ci assicura Francesco Piccolo – è che alla fine ognuno di noi è fatto di un equilibrio finissimo di tutte le cose, belle o brutte; e ho imparato che, come i bastoncini dello shangai, se tirassi via la cosa che meno mi piace della vita, se ne verrebbe via per sempre anche quella che mi piace di più».

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