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Sportmax esalta la sensualità mettendo al centro le donne

La seduzione va a braccetto con la silhouette definendo nuovi sex symbol  In passerella paillette e pellicce, velluti e pelle dal sapore anni ’40, ’80 e ’90


25 febbraio 2022 Cristina Fabbri




REGGIO EMILIA. Sportmax vestirà il prossimo autunno-inverno moderne sex symbol che strizzano l’occhio a figure-icona come Jessica Rabbit in “Chi ha incastrato Roger Rabbit”, Kim Novak, musa di Alfred Hitchcock in “La donna che visse due volte”, Catherine Deneuve in versione predatrice neo-noir di “Miriam si sveglia a mezzanotte”, fino alla replicante retro-futurista di Blade Runner o alla biblica Lilith, prima moglie di Adamo.

“Seduzione” e “sensualità” delle “silhouette”, sono di fatto le tre “S” che rappresentano al meglio la collezione del brand della famiglia Maramotti, andata in scena ieri mattina, in occasione della Milano Fashion Week. Come spiegano dall’azienda reggiana, «la collezione autunno-inverno 2022 di Sportmax è un manifesto all’empowerment, la decostruzione dell’idea feticista di femme fatale e la definizione di nuovi sex symbol attraverso la rielaborazione di archetipi».

Ecco che costruzioni sartoriali ed esplorazione del corpo si incontrano nelle proposte che hanno sfilato in passerella, per rivisitare le tre decadi d’oro del “power dressing”, gli anni in cui si inneggiava all’uso degli abiti per affermare il proprio ruolo, per sentirsi più sicuri di sé e più potenti. Così Sportmax, per la prossima stagione fredda, sceglie di rielaborare in chiave moderna e con un tocco di nuova sensualità le giacche a clessidra, molto amate negli anni Quaranta, le spalle esagerate tipicamente anni Ottanta abbinate alle gonne a sigaretta, oppure l’androginia degli anni Novanta. Suggestioni noir percorrono il mood di stagione che scatena un perfetto cortocircuito estetico, fatto di contrasti tra un’esposizione provocante e liberatoria e un rigore monacale. Come negli scatti di Helmut Newton, Guy Bourdin o Cheyco Leidmann, l’erotismo sofisticato esplode in scollature e spacchi sorprendenti, nel punto vita più che mai evidente. E in strutture nascoste all’interno degli abiti per esaltarne le forme, tra reinterpretazioni contemporanee di corpetti e imbottiture che segnano ad arte la figura femminile.

Anche i colori sono crepuscolari, con molto nero, il blu notte, la nuance caffè per poi lasciare spazio ai toni nudi e a sciabolate di fucsia, di rosso e ad accenti fluo per i dettagli dei vestiti doppiati in tessuto techno.

I materiali spaziano dalle stoffe tipiche della sartoria, fino alla vernice e alla pelle morbidissima in studiato contrasto con certi look completamente ricoperti di strass luminescenti che di certo non possono passare inosservati. Le lane sono talmente elastiche da sembrare jersey, altro tessuto chiave di stagione per valorizzare ancora una volta le forme, come negli “impossible dress” i cui lembi sono trattenuti solo da sottilissime strisce in pvc. Gli accessori parlano una lingua impetuosa, dai richiami tribali nei monili e fetish nelle décolletée dalla punta affilata e il tacco iper-slim. Le borse sono clutch in versione micro o macro, rettangolari da portare a mano, a tinta unita, stampate a effetto animalier o in vernice lucida.

Il tutto è stato raccontato a Milano in uno scenario onirico che ha fatto da cornice alla sfilata: è stato ricreato dal team Sportmax un corridoio dalle tante porte di un albergo surreale, dove si è celebrata la riscoperta di un’enigmatica seduttività. Come sottofondo, a rendere il tutto ancora più suggestivo ci hanno pensato le note della musica composta per la sfilata da Teho Teardo e interpretata dalle voci di J.G. Thirlwell e Olwen Fouéré, oltre a un gioco di luci molto particolare. Per una donna nuova, libera, impavida, sensuale che ama mescolare mascolinità a una estrema femminilità.

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