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Gherpelli killer nell’ultimo horror di Argento: «Ho mandato un provino... mi ha detto di sì»

L’attore reggiano, che quando è lontano dai riflettori si rifugia nella sua campagna, sta vivendo un momento d’oro 


09 giugno 2022 Giulia Bassi


REGGIO EMILIA. Il momento è d’oro per Andrea Gherpelli, dopo il successo personale ottenuto nella fiction “Cuori” trasmessa da Rai1 a novembre dove l’attore correggese interpretava lo spietato e perfido dottor Enrico Mosca, il capo-chirurgo dell’ospedale Le Molinette.

«Un medico ambizioso che dirige il lavoro, con quella rigidità che permette di mantenere ordine e disciplina – racconta Gherpelli – una persona molto complicata che ha dei conflitti interiorità Sono contento dell’esito, mi ha dato popolarità, ma il fatto è che in quei giorni sono diventato padre della piccola Noa Celeste, avuta con la mia compagna Elena. E il resto è passato in secondo piano».

Per lui che da oltre quindici anni fa la spola tra Correggio e Roma un'altra novità, per avere interpretato il ruolo di protagonista maschile nel film “Occhiali neri” di Dario Argento - nelle sale dal 24 febbraio - dopo essere stato presentato alla 72/a edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino sezione “Special Gala”.

Il film narra di un’eclissi di sole in una torrida giornata di estate. Una sorta di presagio del buio che avvolgerà Diana quando un serial killer (Andrea Gherpelli) la sceglierà come preda. Era tanta l’attesa in quanto il maestro del brivido tornava al cinema dopo quasi dieci anni dal suo ultimo lavoro; nel cast anche la figlia Asia Argento e Ilenia Pastorelli (Diana) oltre a Xinyu Zhang.

«Ho mandato a Dario un provino – racconta Gherpelli – un semplice video e dopo un po’ di tempo mi ha invitato a Roma nella sua casa di produzione. In mille modi l’avevo immaginato, ero pronto a tutto... In realtà è apparso molto pacato con una grande voglia di ascoltare, ci siamo messi a parlare ragionando sul personaggio, quindi ci siamo salutati. Tutto in modo tranquille e semplice. Alla fine mi ha richiamato ed ero incluso nel cast del film».

Gherpelli, a proposito delle riprese, avvenute rigorosamente di notte - per gli effetti speciali - si sofferma sulla maestria che Dario Argento dimostrava al lavoro in occasione riprese sempre particolari e spiazzanti. «La scena non veniva girata più volte ma con punti di vista diversi, quindi ognuno doveva essere “sul pezzo” dal punto di vista artistico, perché non abbiamo avuto molte possibilità di rifare. Il cinema d’autore si svolge così... hai meno materiale ma quello deve esser impattante. Io sono stato fortunato perché è un tipo di approccio che ho normalmente: non lavoro in superficie, ma fin da subito voglio entrare dentro il più possibile. Così il lavoro di Dario Argento è stato davvero speciale».

Nei mesi scorsi c’è stato un altro impegno che lo ha appagato in quanto coniuga il lavoro di attore all’altro legato all’agricoltura, alla campagna dove coltiva anche i grani antichi: il docu-reality in sei puntate, prodotto da Banijay Italia per Discovery Italia “Wild Teens - Contadini in erba”, in cui 12 giovani nella bucolica cornice di “Cascine Orsine” di Pavia vivevano un mese con lui in qualità di fattore lontani da casa, dalle comodità, dalle serate con gli amici, ma soprattutto dallo smartphone. «Gestire gli adolescenti è stato complesso, ma umanamente incredibile. Ho compreso che i ragazzi hanno tanto bisogno di riscoprire la natura di avere un contatto diverso. Non ci facevo caso prima, anche perché quando smetto di essere sotto i riflettori mi rifugio nella mia campagna».

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