Gazzetta di Reggio

IL PROGETTO 

Reggio Emilia, dalle collezioni botaniche all’installazione di un erbario

Reggio Emilia, dalle collezioni botaniche all’installazione di un erbario

Arte, fotografia e fragilità tornano a incontrarsi al Palazzo dei Musei. Protagonista Alessandra Calò insieme a sei persone adulte con disabilità 

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REGGIO EMILIA. Dopo il successo ottenuto lo scorso anno con la mostra “Wunderkammer. Le Stanze delle Meraviglie”, che ha visto come protagonisti il fotografo di moda Luca Manfredi e sei ragazzi e ragazze con fragilità, torna a Palazzo dei Musei il progetto che pone l’attenzione sul tema dell’incontro tra arte, fotografia e fragilità. Partendo dalle collezioni botaniche custodite ai Musei Civici, l’artista Alessandra Calò accompagnerà sette persone con fragilità nella realizzazione di un vero e proprio erbario installativo tramite l’utilizzo di antiche tecniche di stampa fotografica a contatto; il risultato finale verrà esposto nella mostra dedicata “Herbarium. I fiori sono rimasti rosa”.

Il progetto, iniziato da qualche mese, costituisce la terza tappa di “Incontri! Arte e persone”, l’iniziativa di Reggio Emilia Città senza Barriere, promossa dal Comune e da Farmacie Comunali Riunite, dedicata all’incontro tra fragilità e creatività. I protagonisti, l’artista Alessandra Calò e sei persone con fragilità - Valentina Bertolini, Paolo Borghi, Valentina De Luca, Cinzia Immovilli, Flavia Vezzani e Caterina Perezzani - sono stati affiancati dallo staff dei Musei Civici e da un’atelierista di Strade, il nuovo ambito socio-occupazionale e del tempo libero a favore delle persone adulte con disabilità gestito dal Consorzio Oscar Romero. «Herbarium. I fiori sono rimasti rosa rappresenta una mostra inaspettata che unisce arte, creatività, fragilità e un’attenta riflessione sull’ambiente – dichiara l’assessora alla Cultura e alle Pari Opportunità Annalisa Rabitti – sostenendo un’idea di cultura in cui tutti e tutte possiamo essere protagonisti e agire per il nostro territorio».

Incuriosita dalla ricca collezione di erbari conservata al Palazzo dei Musei, che per la loro fragilità e valore storico non sono esposti al pubblico, ma custoditi in eleganti contenitori che ne lasciano trapelare tutta la preziosità, l’artista guiderà i partecipanti nella realizzazione di un vero e proprio erbario, tramite l’utilizzo di antiche tecniche di stampa fotografica a contatto. Nati ad uso e consumo dell’uomo, oggi questi antichi erbari permettono di approfondire temi legati all’ambiente e “viaggiare” nel tempo creando delle connessioni tra passato e presente. «Esplorando gli archivi dei Musei Civici, ho scoperto l’erbario del giovane Antonio Casoli Cremona – spiega Alessandra Calò –. Se gli erbari “classici” nascono per scopi di ricerca e catalogazione, quello del 14enne Antonio ha la purezza di chi ancora non conosce il rigore della scienza ma si cimenta in una pratica con spirito romantico e di sperimentazione. Con quello stesso spirito ho deciso di affrontare questo percorso laboratoriale con persone fragili, proponendo loro la realizzazione di un originale erbario rayografico, dove il concetto di bellezza si sarebbe allargato fino a includere l’imperfezione, la fragilità e la marginalità, grazie all’osservazione di erbe spontanee, per molti “erbacce”, presenti nei dintorni del Palazzo dei Musei. Restando fedele al mio modus operandi, dove la sovrapposizione di immagini crea una nuova visione del reale, nasce l’opera. Herbarium, potrei definirlo il risultato di un percorso condiviso, durato quattro mesi, dove la pratica artistica si fonde con la sensibilità dei gesti e lo sguardo di Cinzia, Valentina, Paolo, Flavia, Valentina e Caterina. Lo stesso di quando, sfogliando le pagine di un antico erbario, scoprono che i fiori sono rimasti rosa».

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