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Doppio omaggio a Cesare Zavattini nel 120esimo anniversario della nascita

A 120 anni dalla nascita, il Teatro Sociale di Luzzara ricorda il grande figlio della Bassa tra cinema, letteratura e poesia 


01 aprile 2022 Andrea Vaccari


LUZZARA. Un omaggio a una delle personalità più eclettiche della nostra Bassa, capace di lasciare un segno importante nelle vesti di sceneggiatore, giornalista, commediografo, scrittore, poeta e pittore. Questo l’obiettivo dei due eventi in programma tra stasera e domani al Teatro Sociale di Luzzara, in occasione del 120esimo anniversario della nascita di Cesare Zavattini. Il primo appuntamento è stasera alle 21, con la proiezione del film “Miracolo a Milano”, celebre opera di Vittorio De Sica di cui Zavattini curò la sceneggiatura e di cui ricorre il 70esimo anniversario di uscita. Si proseguirà poi domani alle 17.30 con la presentazione del libro “La pace-Scritti di lotta contro la guerra” che raccoglie le riflessioni di “Za” su questo tema quantomai attuale.

FIGLIO DELLA BASSA

Cesare Zavattini (nato a Luzzara nel 1902 e morto a Roma nel 1989) è stato un maestro della letteratura italiana. Come sceneggiatore ha lavorato con Mario Camerini, Mario Bonnard e Alessandro Blasetti prima di iniziare un lungo sodalizio con Vittorio De Sica. La loro collaborazione darà vita ad alcuni dei più grandi capolavori del cinema neorealista italiano da “Sciuscià” a “Ladri di biciclette” senza dimenticare “Miracolo a Milano” e “Umberto D”. Ha scritto sceneggiature anche per Luciano Emmer, Alessandro Blasetti, Luchino Visconti, Alberto Lattuada e Giuseppe De Santis. Il suo legame con la terra natia, nonostante la vita lo abbia portato a una grande popolarità e a lavorare nella capitale, non si è mai interrotto.

“MIRACOLO A MILANO”

L’iconica scena degli straccioni che volano su piazza Duomo in sella a scope di saggina è forse una delle immagini più note della storia del cinema. Con questo film Vittorio De Sica e Cesare Zavattini mostrarono al mondo una Milano inedita, abitata da barboni che chiedevano solo un pezzo di terra dove vivere e morire. Uno sguardo dolce-amaro che, con gli occhi della fiaba, denunciava la carenza abitativa di molti cittadini della “capitale morale”, dopo le distruzioni causate dai bombardamenti della guerra. Milano non ha mai voluto dimenticare gli ultimi, quei poveri che Zavattini con affetto descriveva come “matti”. Oltre alla proiezione del film, è in programma la presentazione del libro “Miracolo a Milano. Un omaggio a un film e a una città” (edizioni EuroMilano, 2021), di Gianni Biondillo. L’autore dialogherà con la scrittrice Valentina Fortichiari, nipote di Zavattini.

LA PACE

«La pace, “questa parola rotonda come una sfera”, è stata il tema costante, ossessivo, il grande tema dei temi che ha improntato l’intera esistenza di Zavattini: quarant’anni di invocazioni, idee, progetti, interviste, di appelli all’umanità, di battaglie. Un tema che ha svolto in ogni forma, dall’annotazione nel quotidiano diario al talk epistolare giornalistico, radiofonico, e in ogni genere: letterario, teatrale, cinematografico, pittorico, e persino fumettistico. In lui, tema politico per eccellenza, che non ha mai abbandonato e per il quale anzi si è speso con una ostinazione inesauribile, generosa, implacabile. Un impegno politico e sociale, un compito civile, morale, umanitario, che oggi nessun protagonista della storia dopo Gandhi, Martin Luther King, Nelson Mandela, nessun opinionista o intellettuale appare incline a perseguire con tanto accanimento». Con queste parole Valentina Fortichiari presenta “La Pace” (edizioni “La nave di Teseo”), opera nella quale sono raccolte le riflessioni di Za sulla pace.

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