Grande concerto nel segno di Haydn stasera alle 21 in Ghiara con Negri all’organo
“Le sette ultime parole del nostro Redentore in croce” con il Coro della Cappella Musicale San Francesco da Paola
REGGIO EMILIA. La Basilica della Ghiara ospita questa sera alle 21 il concerto “Le sette ultime parole del nostro Redentore in croce”: una composizione di Franz Joseph Haydn. Commissionata nel 1786 e scritta originariamente nel 1787 per orchestra (Hob:XX:1) con il titolo Musica instrumentale sopra le 7 ultime parole del nostro Redentore in croce ovvero Sette Sonate con una introduzione ed alla fine un Terremoto, riscritta sempre nel 1787 per quartetto d'archi; inoltre fu rimaneggiata da Haydn in forma di oratorio per soli, coro e orchestra nel 1796 (Hob:XX:4). Inoltre esiste una riduzione per tastiera e un’altra con falsibordoni a 4 voci (Hoboken XX:2, 1801): quest’ultima viene presentata questa sera (ore 21) alla Basilica della Beata Vergine della Ghiara da Renato Negri all’organo (assistente ai registri Alberto Denti), dal Coro della Cappella Musicale San Francesco da Paola diretto da Silvia Perucchetti con Silvia Fanti e Davide Galimberti alle letture.
La composizione fu commissionata da don José Sáenz de Santa María per le celebrazioni del Venerdì Santo nella chiesa della Santa Cueva di Cadice, dove si teneva una particolare cerimonia in occasione dei riti cristiani della Passione. Nella chiesa completamente oscurata da pesanti panni scuri apposti alle finestre, il celebrante recitava in latino le sette parole (brevi frasi) che la tradizione cristiana ricorda come le ultime pronunciate da Gesù sulla croce. Dopo l'enunciazione di ogni parola il celebrante ne proponeva un commento al quale seguiva un intervento musicale in funzione meditativa. Haydn, nel suo epistolario, rileva come la commissione fosse particolarmente difficile da soddisfare, per via degli stretti limiti formali imposti: doveva trattarsi di sette movimenti lenti (dal Largo all'Adagio) della durata di circa dieci minuti ciascuno, che tuttavia non annoiassero gli ascoltatori. Haydn aggiunse un'introduzione e inoltre un finale dal tempo molto più animato, in contrasto con i movimenti precedenti (Terremoto, citazione del terremoto descritto in Matteo 27,51). Per il resto, non potendo variare il tempo, il compositore ricorse a tutte le altre opzioni, come l'invenzione musicale propriamente detta, il ritmo, la dinamica, le modulazioni e la varietà tematica per rendere particolarmente espressivo il discorso musicale, il cui obiettivo era legato al contesto esecutivo, e dunque alla funzione di commento di ognuno dei momenti più intensi e commoventi della Passione. Scrive Haydn: «Ogni sonata, o ogni testo, è espresso dai soli mezzi della musica strumentale in maniera tale che solleciterà l'impressione più profonda nell'animo dell'ascoltatore più distratto».
Il Coro della Cappella Musicale San Francesco da Paola è formato da Monica Bertolini, Annalisa Brutti, Sandra Bugolotti, Xingzhu Chai, Silvia Fanti, Daniela Iotti, Paola Manini, Orietta Morelli, Federica Petralia, Bianca Zanichelli soprani; Rita Azzolini, Elsa Buratti, Simona Merlanti, Cecilia Panciroli, Antonella Scarabelli, Laura Zambianchi contralti; Fabio Ghizzoni controtenore; Evans Atta Asamoah, Luca Caleffi, Massimiliano Fontanelli, Davide Galimberti, Ivan Meschini, Corrado Pessina tenori; Federico Bigi, Pietro Magnani, Andrew Tan Nyen Wen, Enrico Tassinari bassi.
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