Gazzetta di Reggio

Reggio Emilia

Festival Aperto, anticipazioni e prevendite molto speciali

Festival Aperto, anticipazioni e prevendite molto speciali

Da oggi al Teatro Valli in vendita posti limitati a 10 euro per il concerto di Oumou Sangaré e una prima italiana del Ballet Preljocaj

3 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia Giugno è per la Fondazione I Teatri un mese particolarmente denso: vi si concentrano spettacoli e progetti in calendario assieme a nuove progettualità, “promesse” d’autunno, che iniziano a vedere la luce dopo mesi in cui sono state elaborate nella pancia del teatro. È il caso degli early bird di questa settimana, che anticipano l’uscita del lungo calendario del Festival Aperto 2022. Un early bird (letteralmente uccello del primo mattino, che si sveglia presto) è un tipo di offerta in cui si riceve uno sconto sulle prenotazioni molto anticipate.

Da oggi alle 9 sono in vendita un numero limitato di posti a 10 euro per due tra i principali spettacoli di Aperto 2022: il concerto inaugurale tra musica tradizionale africana e blues di Oumou Sangaré, (16 settembre ore 20.30 Teatro Valli), voce del Mali, icona della musica tradizionale africana, ambasciatrice Onu dei diritti sulle donne e la prima italiana di Mythologies, del Ballet Preljocaj (24 settembre ore 20.30 Teatro Valli), progetto nato in collaborazione con il Ballet de l’Opéra de Bordeaux, e con le musiche di Thomas Bangalter, ex Daft Punk.

Artista uscita dai quartieri poveri di Bamako (Mali), Oumou Sangaré spesso veicola messaggi rivoluzionari sui diritti delle donne, le tradizioni e la povertà con la sua musica vibrante e potente. La fama non l’ha distolta dall’attivismo per il progresso sociale e lo sviluppo culturale, da cui i riconoscimenti ufficiali dalla Fao/Onu (Goodwill Ambassador), dal Mali (Comandante dell’Ordine nazionale) e dalla Francia (Chevalier de la Culture).

Dal debutto Moussoulou (1989), a Ko Sira (1993), Worotan (1996), Seya (2009, Grammy), Sangaré ha prodotto una serie di lavori fra i più importanti della musica africana d’oggi. Ha fan illustri come Alicia Keys, Aya Nakamura e Beyoncé, che ha campionato Diaraby Nene per il film Il Re Leone (2019). Timbuktu, l’ultimo album, intreccia i suoni degli strumenti tradizionali dell’Africa occidentale e quelli legati alla storia del blues: il kamele n’goni (liuto maliano), la dobro e la slide guitar.

“Mythologies”, nuova coreografia di Angelin Preljocaj, che debutta a luglio a Bordeaux e che avrà il Festival Aperto come prima tappa in Italia, esplora i nostri riti contemporanei e i miti fondatori che costituiscono il nostro immaginario collettivo. Al di là dei racconti leggendari che ama rendere in coreografia, i miti e la mitologia sono fonte d’ispirazione per Angelin Preljocaj fin dai suoi inizi. “À nos héros “(1986) prende in giro una gestualità totalitaria e la fede in una mitologia politica; “Hallali Romée” (1987) vede nella «pulzella d’Orléans» un’eroina poco ortodossa; “Annonciation” (1995) incarna l’atto di concepire una religione; “Eldorado” (2007) tratta l’atmosfera mistica e carica d’ironia della musica di Stockhausen come un rito ateo; “Suivront mille ans de calme” (2010) dall’Apocalisse di San Giovanni, cerca già di svelare ciò che i riti contemporanei nascondono; “La Fresque” (2016) ci conduce sulle tracce delle figure ancestrali, guerriere e tribali.

Biglietti in vendita (fino ad esaurimento disponibilità) su www.iteatri.re.it e alla Biglietteria della Fondazione I Teatri. Orari: al mattino da lunedì a sabato 9.30/12.30; al pomeriggio martedì e mercoledì dalle 17 alle 19. La biglietteria sarà aperta al pubblico anche oggi, giovedì 9, venerdì 10 e 17, sabato 18 giugno 17/19.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google