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Da Novellara a Ferrara: i Nomadi e tanti ospiti eccellenti per l’antologica di Augusto Daolio

Il ricordo di Carletti: «Ci ha lasciato troppo presto ma i suoi quadri sono un’eredità perpetua»


19 giugno 2022 Alessandro Cagossi


Novellara Si è tenuto venerdì presso la suggestiva Palazzina Marfisa d’Este a Ferrara il vernissage della mostra antologica “Il respiro della natura” di Augusto Daolio, aperta al pubblico da ieri fino all’11 settembre. All’inaugurazione della mostra, che commemora il Daolio pittore a trent’anni dalla sua scomparsa, erano presenti i Nomadi (Beppe Carletti, che fondò il gruppo insieme ad Augusto Daolio, oltre a Cico Falzone e Daniele Campani che suonarono con Daolio dal 1990 al 1992), Rosanna Fantuzzi (storica compagna del cantante novellarese e presidente dell’Associazione “Augusto per la vita”), il critico d’arte Vittorio Sgarbi, il sindaco di Ferrara Alan Fabbri assieme all’assessore alla cultura Marco Gulinelli, e il sindaco di Novellara Elena Carletti. Presente anche Omar Pedrini, cantautore ex leader dei Timoria, amico di Rosanna Fantuzzi. In mostra ci sono una selezione di 56 lavori dell’artista, tra olii e chine colorate realizzati tra il 1973 e il 1992. La mostra è organizzata dal Comune di Ferrara e dalla Fondazione Ferrara Arte, in collaborazione con l’Associazione “Augusto per la vita”. «Tutti i proventi della mostra - ha reso noto Rosanna Fantuzzi - saranno devoluti ad un progetto di ricerca oncologica infantile dell’ospedale di Ferrara. Invito tutti ad arrivare qui, in questa splendida cornice rinascimentale. Amerete Augusto nei suoi quadri come l’avete amato con la sua musica».

Toccante il ricordo di Beppe Carletti: «Trent’anni di vita, musica e lavoro con Augusto, trent’anni dalla sua prematura scomparsa, e nel 2023 celebreremo 60 anni dei Nomadi con iniziative a Novellara e in tutta Italia. Tutto questo grazie anche ad Augusto che ha sempre avuto il gruppo come riferimento. Siamo partiti giovanissimi, da zero. Con Augusto ci siamo voluti bene, avevo la sua stima e non abbiamo mai litigato. Questo mi onora molto, purtroppo ci ha lasciato troppo presto ma i suoi quadri sono un’eredità perpetua che Augusto ha regalato a noi tutti». «Sono molto compiaciuto – ha affermato Vittorio Sgarbi – per la qualità assoluta dell’arte di Daolio, la cui visione legata al sogno e alla poesia ne fa un artista del surrealismo padano che ha avuto in Giorgio De Chirico, nei suoi importanti anni ferraresi, un altro grande interprete. Augusto è andato lontano, è andato sulla luna ma gli sarebbe bastato stare a Novellara con la stessa fantasia di un grande pittore come Lelio Orsi che ha dipinto nella Rocca un padiglione di verzure con il Ratto di Ganimede».

«Questa mostra – ha detto il sindaco di Ferrara Alan Fabbri – vuole essere un omaggio a un gigante della musica emiliana come Augusto Daolio. Siamo fieri di essere al fianco del progetto di Rosanna Fantuzzi, che ringrazio. Augusto oggi vive con la sua arte immortale e con il tanto bene che continua a realizzare tramite i progetti di Rosanna. Sono felicissimo di accogliere i Nomadi in questo momento speciale. La storia della musica emiliana oggi passa da Ferrara».

Ricco anche il catalogo della mostra, con vari contributi che interpretano la vita e l’arte di Daolio: Vittorio Sgarbi, il curatore della mostra Pietro di Natale, il sindaco di Ferrara Alan Fabbri, il regista Pupi Avati, lo scultore montecchiese Graziano Pompili (grande amico di Daolio che ha scolpito il suo monumento funebre al cimitero di Novellara) e poi alcuni scritti di Daolio che racconta sé stesso e la sua arte.

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