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Celestini porta in scena Pasolini stasera e domani al Teatro Sociale di Gualtieri

E venerdì il drammaturgo sarà invece a Guastalla


21 giugno 2022 Giulia Bassi


Gualtieri Sono due i teatri per altrettante pièce, che ospiteranno in questi giorni il popolare scrittore e drammaturgo Ascanio Celestini: Gualtieri e Guastalla. Dopo “Radio Clandestina”, andato in scena nel 2020, ritorna al Teatro Sociale (questa sera e domani) ore 21.30 con l’appassionante narrazione “Museo Pasolini” nell’ambito di “Campire il nostro tempo”, mentre venerdì sarà al Teatro Ruggeri di Guastalla (ore 21) con il reading “I parassiti”. Dedicato al poeta, scrittore nell’anno del centenario della nascita, “Museo Pasolini” è incentrato sulle testimonianze di chi ha conosciuto Pasolini, ma anche di chi l’ha immaginato, amato e odiato. La collezione si compone partendo dalle domande: qual è il pezzo forte del Museo Pasolini? Quale oggetto dobbiamo cercare? Quale oggetto dovremmo impegnarci ad acquisire da una collezione privata o pubblica recuperandolo da qualche magazzino, discarica, biblioteca o ufficio degli oggetti smarriti? Cosa siamo tenuti a fare per conservarlo? Celestini, grande narratore del tempo presente, testimone di una Italia raccontata con grande lucidità, continua anche questa volta a tessere le fila di una poetica epopea popolare, fatta di marginalità e impegno sociale. Sul perché sia auspicabile il “Museo Pier Paolo Pasolini” precisa che «secondo l’International Council of Museums, le cinque funzioni di un qualsiasi museo sono: ricerca, acquisizione, conservazione, comunicazione, esposizione».

Come potrebbe essere un Museo dedicato a Pasolini? In una teca potremmo mettere la sua prima poesia, di quei versi resta il ricordo di due parole, “rosignolo” e “verzura”. È il 1929, lo stesso anno in cui Mussolini firma i Patti Lateranensi, Gramsci ottiene carta e penna e comincia a scrivere i Quaderni dal carcere. Come dice Vincenzo Cerami: “Se noi prendiamo tutta l’opera di Pasolini dalla prima poesia fino al film Salò, l’ultimo suo lavoro, avremo il ritratto della storia italiana dalla fine del fascismo fino alla metà degli anni Settanta”.
Secondo l’apprezzato scrittore romano, a proposito della nostra memoria nei confronti del Poeta – si tratta di un punto nevralgico del racconto – dobbiamo scontrarci con il paradosso che in realtà molto spesso se ne parla senza aver studiato le sue opere e lo si cita a sproposito, strumentalizzando le sue parole senza coglierne l’essenza e rendendogli un pessimo servizio.

L’altra pièce “I parassiti” racconta di tre vite ai tempi del contagio con accompagnamento musicale di Gian Luca Casadei alla fisarmonica. L’evento si svolge nell’ambito della rassegna “Note oltre i confini”.
Affetti, sentimenti e stati d’animo dalla tradizione vocale a quella strumentale, a cura di Amici del quartetto Guido Borciani.

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