Gazzetta di Reggio

Castelnovo Monti

«L’arte dei suoni come chiave di lettura della vita stessa»

Giulia Bassi
«L’arte dei suoni come chiave di lettura della vita stessa»

Il musicologo Gianni Nuti questa sera al Bismantova

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Castelnovo Monti Tra i relatori intervenuti ai momenti di riflessione nell’ambito del Festival Orchestrando che si è tenuto al “Peri”, imperniati a questioni legate a come e perché optare per un insegnamento della musica nelle scuole che sia inclusivo, menzioniamo oltre ad Alessandra Anceschi (docente scuola secondaria), Simona Favari (dirigente scolastico di Piacenza) e Anna Maria Freschi (pedagogista musicale) la figura di Gianni Nuti. Musicista, pedagogista, musicologo, diplomato di chitarra, laureato in lettere e filosofia e dottore di ricerca in Psicologia Cognitiva e Sperimentale all’Université Paris, nel 2019 è divenuto sindaco di Aosta. Questa sera alle 20.30 presenterà al Teatro Bismantova di Castelnovo Monti per TeatroParola, tre serate di incontri narrativi aperti alla cittadinanza, il suo libro “Il bambino espressivo”, un’opera che valorizza l’espressività come dimensione fondamentale per la crescita, come diritto di manifestarsi al mondo.

Essa è infatti quel complesso di fenomeni che ci permette, gradualmente, di dare forma al nostro “essere possibile” combattendo le fragilità, il camminare da saltimbanchi lungo un filo sospeso sul vuoto, per poter dire “noi ci siamo”. Il testo offre strumenti per acuire lo sguardo verso gli stili corporei e vocali – ma anche cognitivi – con i quali i bambini abitano il mondo. Nuti è convinto che la ricerca di senso all'esistenza passi attraverso la coscienza graduale di quanto siamo irripetibili, unici: ma questo può avvenire solo grazie allo scambio e al confronto con le differenze.

Le arti sono in tal senso una strada praticabile da tutti: ogni azione umana può assumere le fattezze dell'arte, se persegue, insieme a obiettivi funzionali, il desiderio di costruire il "bello", che è anche il "buono" per sé e per il mondo. «Per me l’arte dei suoni è una sorta di finestra sul mondo che mi ha dato una chiave di lettura della vita – spiega Gianni Nuti –. Inoltre, non c’è musica senza la voglia di conoscere, ragione per cui per i bambini è fondamentale. La società di adesso dà molta importanza alle parole, ma la comunicazione umana è umana perché non soltanto una parte residuale viene attraverso il, corpo». Da anni Nuti ha sviluppato un pensiero di una pedagogia legata alle arti performative non verbali. «La musica sviluppa di profili organizzati che si muovono in tempo attraverso il suono, così possiamo dire che ciascuno ha la sua musica… quindi se la dimentichiamo, diventiamo più poveri».

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