Gazzetta di Reggio

Reggio Emilia

Le drag queen di Platel

Giulia Bassi
Le drag queen di Platel

Teatrodanza domani sera all’Ariosto, alle spalle 200 repliche in tutto il mondo

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Reggio Emilia Un gradito ritorno, nell’ambito del Festival Aperto, è quello del regista-coreografo Alain Platel, unico erede di Pina Bausch che domani sera (ore 20.30) al Teatro Ariosto (replica domenica ore 18) presenta “Gardenia - 10 years later”, un suo spettacolo storico. Il regista-coreografo, considerato unico erede di Pina Bausch, vi affronta con tenerezza il tema della transizione di genere e della ricerca d’identità anche in quella “Grande Età” che è in fondo la stagione più matura dell’essere umano.

Lo fa scaraventando sulla scena la vita reale restituendocela con una dimensione poetica feroce e commovente. Un affresco umanissimo, senza morbosità, né esibizionismo provocatorio, né volgarità, di un gruppo di vecchie drag queen, riunitesi dopo la chiusura del cabaret in cui si esibivano.

Scrive il Times che «Gardenia è un ritratto, un collage della fluidità di genere, delle gioie e dei dolori dell'invecchiamento e del potere trasformativo dell’arte. Considerare Gardenia come un’esibizione dell'arte di esibirsi en travesti, sarebbe limitante. Sostenuto dalla geniale colonna sonora di Steven Prengels, il lavoro è ben più profondo».


È il 25 giugno 2010: il sipario nel teatro cittadino di Gent si apre e “Gardenia” debutta. Ispirato dal toccante film “Yo soy así” di Sonia Herman Dolz, in cui la chiusura di un cabaret di travestiti a Barcellona ci offre uno sguardo sulla vita privata di un memorabile gruppo di vecchi artisti, i registi Frank Van Laecke e Alain Platel e il compositore Steven Prengels hanno realizzato un progetto unico. “Gardenia” va in profondità nella vita turbolenta di nove persone straordinarie. Sette individui più anziani che apparentemente navigano senza sforzo nella zona del crepuscolo tra l’essere maschio e l’essere femmina.

In contrasto e armonia con un “ragazzo giovane” e una “vera donna”. Ognuno nella sua ricerca. Ognuno con la propria storia intrigante. Il pubblico internazionale ha accolto a braccia aperte la produzione e per due anni Gardenia è stato presentato in oltre 200 repliche. Come attività collaterale all’evento, domenica (ore 16.30) alla Sala Verdi verrà proposto il documentario “Alain Platel - L’umanità in primo piano” di Francesca Pedroni (ingresso libero), ideazione e interviste di Francesca Pedroni, regia di Simone Pera, documentario della serie “Danza in scena”, prodotto da Classica Hd (ingresso libero). Per la recita di domenica il pubblico di Parma potrà usufruire di una promozione speciale: biglietto + trasporto in bus navetta a Reggio Emilia a 15 euro.


Altre proposte offre il Festival a partire da questa sera in Cavallerizza con la prima italiana “Into the open” che fonde danza e concerto e diventa un viaggio acido e pieno di energia nella musica. Lo spettacolo è l’occasione per il Festival di collaborare con “Vino e Vinili”, che alle 20 organizza un dj set al Ridotto del Valli. Un’altra prima assoluta è NuovoMondo Symphonies di Giovanni Mancuso e Debora Petrina: domani alle 18 al Valli dove, nell’ambito una immaginaria spedizione etnomusicologica/patafisica in un mondo inesplorato si scoprono i paesaggi, le città e i bizzarri popoli che la abitano.

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