La musica trap viaggia nei parchi con Public Room
Al Pigal un nuovo progetto che apre il microfono ai giovani rapper
Reggio Emilia Si chiama Public Room e traghetta nuovi linguaggi musicali nei quartieri della città. Nei parchi, nelle periferie urbane, nei centri sociali, con il microfono aperto a portata di mano e un beat su cui far navigare il proprio flow, uno “Spazio pubblico” itinerante si mette così al servizio dei giovani reggiani e in particolare di quelli che nella musica rap e trap trovano la propria voce.
Sono le nuove generazioni, gli spazi e l’arte urbana i protagonisti di Public Room, nuovo progetto che si realizza come tratto d’unione tra luoghi e persone, per favorire gli incontri e la libera espressione, esigenze oggi, ancora alle prese con la pandemia da Covid e il post lockdown, sempre più impellenti. Pensato e realizzato da Arci, Spazio Gerra, Cooperativa Papa Giovanni, Cooperativa il giro del cielo, in collaborazione con Wave e reso possibile grazie al contributo di Iren, Public Room ha trovato il patrocinio del Comune di Reggio Emilia.
Gli obiettivi
«Crediamo che la cultura sia un'arma importante per intercettare le giovani generazioni – afferma Annalisa Rabitti, assessora alla Cultura e alle Pari opportunità assieme agli assessori Raffaella Curioni a Educazione, Conoscenza e Lanfranco De Franco, alla Casa e alla Partecipazione – e un ingrediente fondamentale per qualsiasi intervento di partecipazione e di quartiere. Col progetto Public Room desideriamo provare a parlare la lingua dei giovani, entrare nel loro “campo di gioco”, provando a essere quanto più interessanti e attrattivi. Come sappiamo, i giovani sono ricchissimi di immaginazione, creatività, talenti e speranze: per questo costituiscono una risorsa importante per l'intera comunità. Il tentativo di questo progetto è quello di valorizzare ciò che i ragazzi sanno fare, le loro grandissime potenzialità, immaginando di realizzare sguardi e progetti comuni, convinti che ci possano stupire con proposte nuove e stimolanti. Troppo spesso i ragazzi non trovano un luogo che li sappia accogliere e ascoltare, la nostra idea è invece quella di comunicare con loro per provare a lavorare insieme a progetti futuri. Public Room testimonia quanto mai la volontà di Reggio di provocare esperienze ibridanti, tra cultura e comunità».
Il progetto
Il progetto si inserisce in un percorso di valorizzazione delle competenze creative e culturali presenti sul territorio, con l’obiettivo di promuovere l’incontro e il dialogo intergenerazionale. «In questo momento particolarmente complesso per la nostra società – spigano gli assessori – vogliamo rilanciare la centralità della cultura nel suo rapporto con il territorio e le persone, quale strumento di inclusione, partecipazione, conoscenza e cambiamento. Si tratta di un’occasione per lavorare nelle aree urbane periferiche, attraverso il coinvolgimento sociale, con esperienze di ricerca, produzione e diffusione di cultura, in un'ottica di inclusione e di educazione al rispetto. Attraverso una stretta collaborazione tra diversi servizi del Comune e le comunità di riferimento ci auguriamo di costruire un terreno fertile per il futuro e per le nuove generazioni».
Gli appuntamenti
Si tratta di quattro appuntamenti che dopo la “data zero” dello scorso 1° ottobre al Parco dei Platani in via Fenulli, si rinnoveranno sabato 15 ottobre dalle 16 alle 19 al Circolo Arci Pigal di via Petrella, a seguire il 29 ottobre dalle 15 alle 18 nella suggestiva cornice del Parco dell’acqua di via Gabelli e sabato 12 novembre dalle 15 alle 18 nel nuovo Skatepark di piazzale Europa, location perfetta per accogliere l’evento finale di questa prima parte di progetto che nel prossimo inverno prevede anche momenti di restituzione pubblica con eventi live o in streaming. Tappe non scontate per un percorso che si farà strada, in maniera informale una tappa dopo l’altra, crescendo e precisandosi con i partecipanti, seguendoli nelle attitudini e nelle ambizioni. In buona sostanza una sfida alla costruzione di un dialogo che si fonda sulla reciproca fiducia.
L’approccio
Più concretamente Public Room prevede l’allestimento di un supporto mobile (Room), una sorta di micro stand, realizzato con alcuni pannelli e un agile sistema audio. Una struttura facilmente trasportabile e altrettanto agile nel montaggio che abiterà i quartieri per un pomeriggio e con l’approccio dell’open-mic offrirà la possibilità di esibirsi anche grazie al supporto di special guest provenienti dalla scena musicale rap e trap cittadina. Saranno questi che con la loro esperienza sosterranno i nuovi arrivati nella ricerca del loro linguaggio. Parallelamente gli organizzatori hanno anche previsto un ulteriore percorso realizzato da Up-Unità di Prossimità che settimanalmente viaggerà in città con una versione tecnicamente più agile di Public Room, una possibilità in più per giocare con il ritmo e le parole.
«Contrariamente a quanto si crede – spiegano gli organizzatori – oggi il linguaggio musicale non è sempre una cifra espressiva specifica della dimensione giovanile, o quantomeno lo è in maniera decisamente differente rispetto al passato. Vent'anni di vorticosa espansione delle tecnologie digitali hanno radicalmente modificato la fruizione, l'utilizzo, la produzione e il consumo. La musica oggi è una risorsa di cui disporre, un strumento per agire, la tappa di un percorso autogestito, talvolta anche imprenditoriale, molto distante da quanto rappresentava nei decenni scorsi. Da queste premesse è nata l’esigenza di costruire in rete terreni di ascolto e libera espressione per coloro che ricercano nel linguaggio musicale un veicolo di comunicazione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
