Gazzetta di Reggio

Reggio Emilia

La vita di Joyce Lussu raccontata nel libro di Silvia Ballestra

Giulia Bassi
La vita di Joyce Lussu raccontata nel libro di Silvia Ballestra

Alle 11 del 23 ottobre al Valli nell'ambito di Finalmente Domenica

2 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia Tra le figure di grandi italiani che stanno riemergendo da un periodo di abbandono della memoria, annoveriamo Emilio Lussu, scrittore e pensatore, raffinato politico e valoroso soldato nel corso della seconda guerra mondiale.

A rinvigorirne il ricordo ha contribuito, di recente, il Festival a lui dedicato in Sardegna e la pubblicazione di suoi libri, come ad esempio “Democrazia clandestina” da parte della casa editrice reggiana Thedotcompany, presentato al Salone del Libro di Torino.

Ora si fa anche luce sulla figura straordinaria della moglie Joyce alla quale la scrittrice marchigiana Silvia Ballestra ha dedicato “La Sibilla. Vita di Joyce Lussu” (Laterza) che verrà presentato domattina per Finalmente Domenica al Ridotto del Valli alle ore 11.

«Il libro nasce da una lunga frequentazione e amicizia con Joyce stessa, risalente agli anni ’90, quando uscì “Joyce L., una vita contro”, che contiene diciannove conversazioni della stessa Joyce – spiega la stessa Ballestra –. A più di venti anni dalla sua morte, ho sentito l’esigenza di tornare sul racconto della sua figura, riprendendolo dall’inizio in forma di biografia. La storia di una vita lunga, ricca, eccezionale, che attraversa tutto il ’900 da protagonista. Medaglia d’argento alla lotta di liberazione dal nazifascismo, scrittrice, poetessa, traduttrice, storica, compagna di Emilio Lussu: una donna dal pensiero modernissimo, sempre impegnata nella lotta contro le ingiustizie e le disuguaglianze».

Nel libro racconta del rapporto con il marito Emilio, un incontro eccezionale tra due grandi personalità, due grandi scrittori, che si sono trovati a fare la Resistenza insieme, in una dimensione prima di coppia, poi familiare. «È anche l’incontro tra due mondi, quello sardo di Emilio, e quello “anglo-marchigiano” di Joyce che si conoscono in Svizzera da esuli e poi passano a Parigi con i compagni di Giustizia e Libertà, per poi proseguire per decenni in modo fecondo e felice, dando luogo a lotte, racconti, e altro».

Silvia Ballestra si è anche soffermata su aspetti della sua scrittura, sulla sua conoscenza delle lingue, che l’hanno anche aiutata a salvarsi la vita in missioni pericolose.

«La sua è una storia, quella di una vita che è stata esemplare nella sua dirittura morale, nella sua generosità, nella sua grandezza. Sempre coerente, senza cedimenti di sorta a tornaconti personali o compromessi, è anche la storia di una donna che ha vissuto facendo molti incontri importanti: da Benedetto Croce, che per primo pubblicò le sue poesie, a Nazim Hikmet, di cui lei è stata amica e traduttrice pur senza conoscere il turco».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google