Gazzetta di Reggio

Casalgrande

Pennacchi al teatro De André con “Pojana e i suoi fratelli”

Pennacchi al teatro De André con “Pojana e i suoi fratelli”<br>
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Alle 21 di giovedì 27 ottobre si apre la stagione di prosa

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Casalgrande Questa sera (ore 21) Andrea Pennacchi aprirà la stagione di prosa 2022/23 del Teatro De André di Casalgrande. "Pojana e i suoi fratelli" segnerà il grido di inizio di una stagione teatrale che come sempre esplorerà i più svariati registri: dal comico-poetico al drammatico-aulico con declinazioni documentaristiche. Storie e percorsi diversi che spaziano dalle produzioni classiche di “Zio Vaja” di Cechov con Giuseppe Cederna a quelle più pop di “Tre uomini e una culla” di Coline Serrau con Giorgio Lupano. Tra questi due poli vedrete grandi esempi di teatro narrazione: Marco Paolini, Andrea Pennacchi e i nostri MaMiMò. E per concludere grandissime interpreti femminili come Maria Amelia Monti, Marina Massironi e Ottavia Piccolo. La musica verrà espressa con un concerto corale dedicato a Franco Battiato.

Ma torniamo al debutto di questa sera con Andrea Pennacchi e “Pojana e i suoi fratelli”.

I fratelli maggiori di Pojana: Edo il security, Tonon il derattizzatore, Alvise il nero e altri, videro la luce all’indomani del primo aprile 2014. Mentre Franco Ford detto “Pojana” era già nato. Era il ricco padroncino di un adattamento delle “Allegre comari di Windsor” ambientato in Veneto, con tutte le sue fisse: le armi, i schei e le tasse, i neri, il nero. In seguito, la banda di Propaganda Live l’ha voluto sul suo palco e lui si è rivelato appieno per quel che è: un demone, piccolo, non privo di saggezza, che usa la verità per i suoi fini e trova divertenti cose che non lo sono, e che è dentro ognuno di noi.

Il personaggio nasce dalla necessità di raccontare alla nazione le storie del nordest che fuori dai confini della neonata Padania nessuno conosceva. È significativo e terribile che i veneti siano diventati, oggi, i cattivi: evasori, razzisti, ottusi. Di colpo. Da provinciali buoni, gran lavoratori, un po’ mona, che per miseria migravano a Roma a fare le servette o i carabinieri (cliché di molti film in bianco e nero), a avidi padroncini, così, di colpo, con l’ignoranza a fare da denominatore comune agli stereotipi.

Un enigma, che si risolve in racconto: passando da maschere più o meno goldoniane a specchio di una società intera. Una promozione praticamente. Ed eccolo qui, Franco Ford detto il Pojana, con tutti i suoi fratelli a raccontare storie con un po’ di verità e un po’ di falsità mescolate, per guardarsi allo specchio.

Pennacchi è arrivato al grande pubblico come ospite del venerdì di Propaganda live su La7 e dopo memorabili apparazioni cinematografiche come “Io sono Li” di Andrea Segre e “La sedia della felicità” di Carlo Mazzacurati.
 

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