Gazzetta di Reggio

Sisma 2012

Parole d’autore per curare l’Emilia ferita dal terremoto

Cristiana Minelli
Parole d’autore per curare l’Emilia ferita dal terremoto

Zucchero tra le cinquantuno firme nel libro edito da “Il dondolo”

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Reggio Emilia Il sisma del 2012 ha lasciato dietro di sé ventisette vittime, centinaia di feriti, migliaia di sfollati. Disastrosi i crolli hanno interessato edifici storici – torri, castelli, chiese – capannoni e luoghi di lavoro. Tante le case e le scuole lesionate e inagibili. E insanabili, qualche volta, le ferite subite da musei, teatri, biblioteche.

L’Emilia ferita dal terremoto non è rimasta senza parole. S’è rimboccata le maniche – reazione ineludibile dovuta un po’ al suo DNA, un po’ all’humus dove ha trovato radici – e poi, per aiutare a mettere mattone su mattone, è andata di talento. Più di una (pop e rock) star non è stata a guardare e si è messa all’opera dove avrebbe contato. Sul palco. La Biblioteca comunale di Mirandola, elegantemente intitolata a Eugenio Garin, con i preziosi incunaboli e cinquecentine – tra cui alcune prime edizioni delle opere di Giovanni e Giovan Francesco Pico – è la più importante fra quelle colpite dal terremoto del 20 e del 29 maggio 2012.

Beppe Cottafavi, editor e semiologo, aveva proposto subito alla Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, (Arnoldo Mondadori era nato a Poggio Rusco, uno dei paesi coinvolti), e alla casa editrice Mondadori, di realizzare un libro non profit per aiutare la Biblioteca di Mirandola, ospitata nell’antico Convento dei Gesuiti, gravemente dissestata.

«Quel gran pezzo dell’Emilia», come la definiva Edmondo Berselli, culla di gente pragmatica e allo stesso tempo diversamente creativa, che già aveva dato vita a tante iniziative di sostegno, ha risposto convintamente. Per primi si sono mobilitati i cantanti, poi gli artisti, e subito dopo anche gli scrittori. Guarda caso, il terremoto ha colpito i luoghi dove si svolgono i più importanti festival culturali italiani. A dieci anni dal sisma «Il Dondolo», la casa editrice digitale del Comune di Modena diretta da Beppe Cottafavi, rende di nuovo disponibile, ripubblicandolo online, «Alzando da terra il sole. Parole per l'Emilia» Un libro, intitolato alla tragedia, pieno di speranza. Proprio perché nato come un racconto corale a scopo benefico. Il meglio dell’intelligenza emiliana ha aderito alla realizzazione di questo volume, promosso da Mondadori editore e dalla Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, con un unico scopo comune, quello della scrittura pro bono. Narratori famosi, giovani capaci, intellettuali di grido, decani del giornalismo e belle promesse. Artisti e poeti, cantanti e comici. Persino un cuoco, il migliore. Tutti generosamente e appassionatamente impegnati a pronunciare queste parole per l’Emilia.

L’elenco degli autori si può fare in ordine alfabetico o nel disordine della corda pazza che li ha legati tutti insieme : Davide Toffolo, «Io, Olmo e il terremoto», Edmondo Berselli, «La via Emilia», Roberto Roversi, «Alzando da terra il sole», Marco Santagata, «Le donne, i cavalier…», Annalena Benini, «Le donne emiliane», Simona Vinci, «Universo liquido», Marinella Manicardi, «Siamo aperti», Michele Smargiassi, «La Storia comanda. L’Ordine esegue», Wu Ming1, «Il terremoto in Emilia e gli orologi», Giuseppe Pederiali, «L’arloi dimezzato», Walter Siti, «Eppur si muove», Corrado Formigli, «Velocità», Gianni Celati, «L’avventura non deve finire», Vinicio Capossela, «Compari si diventa», Francesco Guccini, «La cabina telefonica e Nembo Kid», Michele Serra, «L’equilibrio fortunato» Stefano Benni, «Il Partito del filo a piombo», Alberto Mattioli, «Una grassa risata», Vittorio Zucconi, «Le crepe nella terra si chiudono» Carlo Galli, «Emilia. La tradizione, le speranze», Arrigo Levi, «A Modena si balla», Carlo Lucarelli, «Anche qui», Federico Taddia, «Una messa normale», Giovanni Tizian, «Nonna Emilia», Marcello Fois, «La scala di Giacobbe», Paolo Nori, «E la gara?», Giampiero Rigosi, «Vibrazioni notturne», Marco Missiroli, «Il tumulto della terra», Guido Conti, «Una scossa nell’anima», Alberto Melloni, «1976, Friuli», Valerio Massimo Manfredi, «L’inghippo», Maria Paola Colombo, «La colpa», Alessandro Bergonzoni, «Lettera alla Terra», Luca Bottura, «(Non) siamo emiliani», Spinoza.it, «Tutto giù per terra», Ugo Cornia, «Sull’utilità di vedere film coreani», Daria Bignardi, «Il posto giusto», Barbara Baraldi, «Alla fine di un giorno qualunque», Gianluca Morozzi, «This land is your land», Stefano Andreoli, «Romagna paranoica», Zucchero Fornaciari, «Un vero Diamante», Michele Pellegrini, «Figli delle stelle», Giuliano Pasini, «La storia di Primo e di Terzo», Emilio Rentocchini, «Trittico emiliano», Lara Gilmore e Massimo Bottura, «Ricetta perfetta», Milena Gabanelli, «Le cose che hanno funzionato», Philippe Daverio, «Ricostruire bene», Beppe Cottafavi, «Domenica di terremoto», Antonio Riccardi, «Disturbo nello speculare».

«Non modenesus erit cui non fantastica testa» – riporta Edmondo Berselli, che aggiunge – (l’opera è il Baldus, un capolavoro del latino maccheronico, ma anche un capolavoro tout court della letteratura di tutti i tempi). Serve a dire che la testa dei modenesi, e per estensione degli emiliani e romagnoli all’unisono, è fantastica nel senso che è balzana, piena di grilli, immaginativa e, alla fine, un po’matta». Il titolo di questo libro – in forma cartacea da tempo fuori catalogo – si deve al poeta Roberto Roversi. Nato per aiutare una Biblioteca, è oggi opportunamente ripubblicato dal Dondolo, una casa editrice digitale che esiste soltanto dentro un portale di biblioteche pubbliche. Un unicum nel panorama di specie. Un po’ come l’Emilia. Bizzarri, forse, si nasce. E io, potrebbe dire questa terra, modestamente lo nacqui.

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