Gazzetta di Reggio

Il debutto

Thoé, nato e cresciuto a Reggio Emilia, pubblica il primo singolo “Futurama”

Adriano Arati
Thoé, nato e cresciuto a Reggio Emilia, pubblica il primo singolo “Futurama”<br>
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Il cantante e ballerino 21enne è stato folgorato dalla lirica e dal gospel

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Reggio Emilia Uno sguardo al futuro pieno di affetto per il passato. È stato pubblicato ieri “Futurama”, il primo singolo di Thoé, nome d’arte del 21enne cantante reggiano Timothy Eze, disponibile sulle principali piattaforme digitali con una sigla oltre il prestigioso, Island Records / Universal Music Italia. Una delle più celebri etichette mondiali, che ha deciso di puntare sul talento del cantante e ballerino cresciuto nella prima collina prima di trasferirsi in città, da sempre legato alla musica e folgorato, giovanissimo, dal canto lirico e poi dal gospel. Lunedì alla canzone si unirà come da pratica contemporanea il videoclip, diretto da “The Perseverance”.

«Sono pieno di emozioni contrastanti, da un lato non vedo l’ora che esca, perché sono passati due anni da quando l’ho scritto, c’è emozione e c’è paura, e poi c’è un altro aspetto: è la mia prima canzone, e d’ora in poi non sarà più solo parte di me, ma sarà a disposizione di tutti, potrà essere apprezzata e giudicata», racconta Thoé. E non sarà un esordio come gli altri, ma targato Island / Universal: «Anche questo è difficile da credere per me, canto da tanti anni ma esordire con la Universal non è proprio un avvenimento normale».

“Futurama” è la prima concretizzazione di un cammino iniziato alle scuole medie, con i primi approcci al canto lirico alle medie Balletti di Montecavolo, seguito dall’esperienza nell’orchestra sino ad avvicinarsi al gospel. «A quel punto ho conosciuto Alessandro Fava, un produttore che opera a Viadana, e con lui ho avviato il mio percorso artistico più personale, ho costruito la musica e l’identità di Thoé, raccontare la mia vita, le mie esperienze, è qualcosa che va oltre le singole composizioni». “Futurama” segue questo percorso: «È un augurio di amore, spero sempre che le persone possano riflettersi nei miei testi», spiega. «Chiedo spesso a me stesso perché faccio musica? E la mia risposta è: faccio musica perché voglio mandare un messaggio. Credo che chi abbia un dono, come può essere il canto, non possa usarlo per una mera motivazione economica, anche se chiaramente se arriva anche un riscontro in questo senso va benissimo».

Un approccio che poi si concretizza nella musica da solista: «Vengo dal gospel, che è una musica corale, ma ero comunque una voce solista nel gospel, uno stile che si basa sulla chiamata e risposta fra voci singole e coro. Poi mi rendo conto che la mia voce è una voce “black”, adatta a queste sonorità, ma penso di poter avere la mia identità vocale in qualsiasi genere», riflette il 21enne. «In questo devo ringraziare il mio percorso formativo, partito con la lirica, mi ha permesso di approcciarmi a tanti stili senza difficoltà. Penso a Lady Gaga, che ha iniziato dalla lirica ed è bravissima in ogni occasione, nel pop come in ogni approccio».

Un’attenzione a trecentosessanta gradi, quindi, che emerge anche dagli ascolti. «Ci sono dei momenti in cui voglio staccarmi completamente dalla musica che produco, e ascolto solo altri generi, poi ovviamente cerco di restare attento alle produzioni contemporanee, ma non vivo solo di black music», rivela. La passione porta spesso anche a guardare al passato nella musica e nel pensare ad una produzione più strutturata, in cui i brani fanno parte del progetto di un album. Per ora, c i si può “accontentare” del singolo di partenza con la Island-Universal.

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