Verso la “prima” di Franchetti
Alla biblioteca Panizzi è stata inaugurata una mostra dedicata a “Don Buonaparte”
Reggio Emilia Una mostra, un film e infine la prima rappresentazione assoluta di un’opera rimasta troppo a lungo dimenticata. Reggio Emilia si appresta a rendere omaggio al compositore Alberto Franchetti a ottant’anni dalla sua scomparsa con un calendario di iniziative che animeranno la città e che culmineranno nel debutto assoluto di “Don Bonaparte”, un’opera ispirata a una fortunata commedia teatrale di Gioachino Forzano e poi trasposta anche per il grande schermo. Musicista prediletto dall’anziano Verdi, ammirato da Toscanini, Alberto Franchetti (1860-1942) deve la sua fama a opere liriche - tra cui Germania e Cristoforo Colombo - che riscossero un immediato successo in tutta Europa. Torinese di nascita e originario di una famiglia aristocratica e facoltosa (la madre era una discendente dei Rothschild-Franchetti) trascorse gran parte della sua vita a Reggio Emilia dove nel 1888 era stata rappresentata la sua prima opera Asrael e dove alla Biblioteca Panizzi è conservato un prezioso fondo di manoscritti e documenti.
Prima tappa del viaggio che porterà alla rappresentazione del “Don Bonaparte” è stata proprio la Panizzi dove venerdì è stata inaugurata la mostra “Alberto Franchetti e l'ultima opera Don Buonaparte (1939-1941)” dedicata a ricostruire la genesi della partitura e il suo intreccio con la fortuna della commedia di Forzano. Spartiti, copioni e documenti inediti provenienti da vari fondi sono esposti per la prima volta al pubblico offrendo un inedito spaccato sul progetto della commedia di Giovacchino Forzano che invitò Franchetti a mettere in musica la sua commedia “Don Buonaparte” scritta per l’attore Ermete Zacconi nel 1931. Se l’opera non fu mai rappresentata - un segno dell’isolamento in cui il compositore era caduto con l’entrata in vigore delle leggi razziali - la commedia fu trasposta in un film diretto da Flavio Calzavara nel 1941 che alla Mostra del Cinema di Venezia valse la Coppa Volpi a Zacconi. Il soggetto ruota attorno alla figura di un parroco di campagna, Don Geronimo Bonaparte raggiunto da un generale alla testa di un plotone di dragoni per trasmettergli l’invito del nipote Napoleone, diventato nel frattempo Imperatore, perché lo raggiunga a Parigi dove lo attende la nomina a cardinale. Alla fine la decisione dell’anziano parroco è di rinunciare agli onori offerti per restare a servizio della piccola comunità in cui si trova a vivere. «Con un libretto molto congeniale al palcoscenico – spiega il musicologo Richard Erkens, presidente del Comitato Scientifico dell’Associazione per il musicista Alberto Franchetti – il compositore aveva l’opportunità di ritrarre musicalmente la comunità di un villaggio sul punto di andare in frantumi. Questa frattura sembra esistere anche nel linguaggio musicale dove passaggi di grande espressività e irregolarità armonica si alternano a brani a forma chiusa che richiamano un cosiddetto mondo ideale che non sembra più esistere. Ne è un esempio il monologo di Don Bonaparte nel secondo atto. Ma non tutto è rivolto al passato: la storia d’amore, o meglio l’emergere di una passione (tra Mattea e il Caporale) prende un corso del tutto sorprendente e moderno che ribalta il modello Adina-Nemorino dell’Elisir d’amore di Donizetti, a cui Franchetti e Forzano hanno fatto probabilmente riferimento».
In vista della prima rappresentazione assoluta del “Don Bonaparte” di Franchetti che andrà in scena in primavera in un nuovo allestimento firmato dalla regista Giulia Bonghi e diretto da Alberto Martelli, altre iniziative sono imminenti con la proiezione del film “Don Buonaparte”, protagonista Ermete Zacconi, venerdì 25 novembre alle 18. Previsto anche un approfondimento a cura dello storico della musica Piero Mioli e di Alberto Martelli con una conferenza dedicata alla figura di Franchetti, con esecuzioni musicali per voce e pianoforte.
Tutte le iniziative sono realizzate dall’Associazione per il musicista Alberto Franchetti con il supporto del Comune e con il contributo del ministero della Cultura / direzione generale dello spettacolo Regione Emilia-Romagna.l
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