I teatri trasformati da Yuval Avital con installazioni, sculture e sonorità
Tre weekend con “Mostrario”, il capitolo finale del Bestiario della Terra
Reggio Emilia Il capitolo conclusivo del suggestivo percorso progettuale “Il bestiario della terra” promosso dal Reggio Parma Festival e incentrato sull’artista multimediale e compositore israeliano Yuval Avital, porta efficacemente il nome di Mostrario e si pone come un’imponente opera multidisciplinare in tre parti, trasformando i teatri di Parma e Reggio - a Parma Teatro Regio (18, 19 e 20 novembre) e Teatro Due (2, 3 e 4 dicembre), a Reggio Teatro Municipale Valli (10 e 11 dicembre), in spazi onirici e performativi.
Il fitto ed articolato lavoro corale messo in campo per il Mostrario è stato presentato al Teatro Due dai rappresentanti delle istituzioni: oltre a Luigi Ferrari presidente di Reggio Parma Festival,Paolo Cantù dei Teatri, Barbara Mighetti del Regio di Parma, Paola Donati del Teatro Due insieme al nostro Roberto Fabbi che in tutto questo appare come l’angelo custode del lavoro di Avital, avendolo sempre seguito passo a passo.
Il risultato è un'esplorazione fantasiosa in continuo divenire, sul tema della relazione tra uomo e animale, realizzata con il coinvolgimento di tutte le maestranze e di molte realtà creative dei territori, riunite in una sorta di grande bottega d'artista. I visitatori del Mostrario, muovendosi liberamente alla scoperta dell'anima più profonda dei teatri - anche attraverso ambienti solitamente inaccessibili al pubblico - possono immergersi attraverso performance dal vivo con cantanti, musicisti, artisti, installazioni, sculture, e opere di grandi imensioni create appositamente dall’autore. Ciascun Mostrario sarà diverso dagli altri, un'esperienza a sé e un percorso soggettivo, in cui ognuno vive a suo modo la relazione profonda e specifica tra l'arte di Avital e gli spazi che la accolgono. Per i tre weekend i diversi spazi dei teatri diventano luogo del viaggio fra creature e storie che hanno popolato “II Bestiario della Terra”, in un ribaltamento di ruoli. Lo studio della simbologia dei bestiari medievali ha portato l'artista a creare una raccolta di diciotto scene bestiali, e i significati custoditi dalle figure animalesche non si esauriscono nel passato ma sono spunto per nuove riflessioni nel presente. Tra le nostre realtà coinvolte, al Teatro Due ci saranno i burattini della Famiglia Sarzi, che mostrerà i perfidi meccanismi del bullismo nei confronti di un inerme capro espiatorio.
Le sette scene al Teatro Valli saranno caratterizzate dalla singolarità del percorso che accentua le dimensioni più perturbanti del Mostrario. Fra le scene dal vivo “Il campo delle Mandragole” con la partecipazione del soprano Monica Benvenuti e Silvia Pepe, mentre “La città di Peluche” vedrà protagonisti otto danzatori della Michele Merola Contemporary Dance Company che saranno impegnati anche nella “Sala della vipera e dei vermi giganti”.
Al Teatro Regio ad accogliere il pubblico saranno le Sirene, mitiche adescatrici irresistibili quanto insidiose, mentre i licantropi diventano artefici di uno dei più antichi episodi di violenza sulle donne, il ratto delle Sabine, in un'allegoria danzante che spinge lo spettatore a interrogarsi su cosa trasforma un uomo in un essere così mostruoso.
Al Teatro Due scaturiranno nuove vive creature da diverse forme teatrali, in sinergia con le molteplici discipline padroneggiate da Avital. Lo spettatore potrà incontrare alcuni mostri mitici, come Medusa o L'Uomo nero, e conoscerne di nuovi, ad esempio addentrandosi nel “Bosco di Cernunnos”, dio celtico della fertilità maschile.
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