Gazzetta di Reggio

Reggio Emilia

Silvia Perucchetti e Renato Negri sull’arte della fuga di Bach

Giulia Bassi
Silvia Perucchetti e Renato Negri sull’arte della fuga di Bach<br>
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Domani all’Istituto Peri appuntamento della Luc

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Reggio Emilia L’incursione nella musica nell’ambito della Luc s’incentra quest’anno sull’Arte della Fuga di Bach e avrà luogo a partire da domani per quattro incontri fino al 9 dicembre all’Istituto “Peri” sempre a partire dalle 16. Ancora una volta, si parlerà di questo ultimo capolavoro del Kantor (non ultimato) avvolto dal mistero. Renato Negri e Silvia Perucchetti saranno i conduttori degli incontri che hanno questo sottotitolo esplicativo “il segreto giardino della conoscenza tra mito, ricostruzione e interpretazione”. «L’Arte della Fuga è sempre stata presente… anni fa con un gruppo di amici fondai la “compagnia dell’arte della fuga” con il proposito di analizzarla sempre di più – spiega Renato Negri –. Punto fermo è stata l’esecuzione nel 1985 al Municipale del Quartetto Italiano ed aver potuto studiare tramite Guido Borciani la loro partitura. Quest’anno essendo il centenario della nascita di Paolo acquista un ulteriore significato, anche in relazione al fatto che I Teatri, la propongono in stagione il mese prossimo, eseguita dal Quartetto Goldmund». A dimostrazione di quanto Negri tiene a quest’opera, l’ha programma diverse volte in Soli Deo Gloria; ad esempio si ricorda nel 2006 la versione con Ton Koopman e Tini Mathot al clavicembalo nella chiesa di Santa Teresa.

«Quella fu la prima occasione di ascolto di questo capolavoro – spiega Silvia Perucchetti –. Opera dal doppio volto, testimonia la volontà con cui il compositore ha voluto presentare una sorta di trattato pratico sulla fuga musicale. L’alone di mistero che circondò il capolavoro ha dato un particolare impulso sia alla ricerca musicologica, i cui sforzi sono tuttora tesi nel tentativo di chiarire alcuni notevoli problemi testuali sia sfociando in un vastissimo panorama di interpretazioni esecutive».

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