Gazzetta di Reggio

Reggio Emilia

Le frasi dei bambini delle scuole dell’infanzia: «Per fare la pace si deve dare una carezza»

Giulia Bassi
Le frasi dei bambini delle scuole dell’infanzia: «Per fare la pace si deve dare una carezza»

Le parole di Padre Balducci lette dall’atelierista Filippo Chieli commentate dai più piccoli. «Una volta c’erano solo i dinosauri... La guerra è iniziata insieme al mondo degli uomini»

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Reggio Emilia «Occorre l’uomo nuovo, l’uomo planetario… L’uomo planetario, cittadino del mondo in cui le distinzioni culturali, religiose, etniche non rappresentino elementi di separazione. L’uomo planetario come una nuova umanità possibile, spogliata di ogni costume di violenza per una prospettiva comune di pace» diceva Padre Balducci. In questo senso al convegno di oggi si approfondisce questa visione legata alla costruzione di un uomo diverso.

«Padre Balducci aveva una voce profetica del futuro, inoltre, sull’idea della vita e della pluralità dei soggetti viventi era ed è vicino rispetto alle ricerche che si portano avanti nelle nostre scuole – commenta Filippo Chieli, atelierista della Scuola Balducci –. Diceva: “La soggettività dell’uomo non sussiste di per sé, ma consiste nell’intreccio dei processi vitali dell’universo… liberandoci dall’antropocentrismo per arrivare al bio-centrismo, dobbiamo sentire che il posto centrale ce l’ha la vita, non l’uomo. Questa scoperta del carattere unitario della vita deve risvegliare in noi una coscienza planetaria”».

A partire dalle parole di Padre Balducci, nelle scuole dell’infanzia, così come in alcune scuole primarie e secondarie di primo grado, si è cercato di stimolare i bambini nell’elaborazione di pensieri, parte dei quali saranno oggetto del convegno.

Sull’uomo planetario, i bambini delle scuole primarie Zibordi e Ferrari e quelli della scuola secondaria Leonardo Da Vinci hanno le idee ben chiare: “L’uomo planetario di sicuro vive in uno spazio grande… come il pianeta… lo dice la parola… è un uomo che fa le cose per tutti… che ha voglia e vuole stare con gli altri… che fa la pace. Non è una cosa facile essere un uomo planetario perché è una responsabilità. Ti devi impegnare molto per pensare anche agli altri. L’uomo planetario non fa distinzioni religiose, culturali o etniche. Quindi un uomo planetario dovrebbe essere ognuno di noi!”. Molto interessante anche gli esiti dei discorsi su pace e guerra condotti con i bambini delle scuole dell’infanzia: per Ada, “La pace sono desideri e ci sono di notte e di giorno”; per Isacco “La pace si trova in montagna perché bisogna salire, salire, salire finchè il desiderio arriva in alto fino al cielo” mentre Sofia pensa che “La pace è felicità, come dei fiori che sbocciano nel mondo e lasciano un profumo di caramelle e di pace, è un profumo bellissimo che sa di tutto il mondo”.

Di poche parole Edoardo: “La pace è un suono tranquillo”. E alla domanda dell’insegnante: dove possiamo trovare la pace? Le risposte sono romantiche, a volte spiazzanti, non di raro di grande saggezza: “La pace si sente quando si dorme” (Andrea); “La pace è nell’arcobaleno, ci sono i colori” (Ambra); “Forse è verde perché è il colore della natura, la natura fa vivere tutti” (Leonardo); “Le parole amiche della pace sono scusa e grazie” (Siaka); “Quando la guerra va via arriva la rinascita, arrivano le api e tutti gli animali, quando c’è la guerra non si fanno nascere i bambini” (Aurora). E l’insegnante incalza: per fare la Pace cosa bisogna fare? Aurora non ha dubbi: “Per fare la pace si deve usare la mano. Serve una carezza”; Lara la butta sulla gastronomia: “Io la faccio così con mia sorella: pace, patate, carote, piselli, olè!, e poi scatta la pace, perché ci mettiamo a ridere” e Mattia si pone una domanda molto profonda: “Tantissimo tempo fa non c’era la guerra… c’erano solo i dinosauri… quindi io mi chiedo: quando è iniziata la guerra?”. Diego non ha dubbi e ci è già arrivato: “La guerra è iniziata insieme al mondo degli uomini…”.

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