Il tour di Max Collini si chiude in Cavallerizza
L’evento speciale alla ricerca dell’indie fissato per il 21 gennaio
Reggio Emilia E chi l’ha detto che non si torna mai a casa? Prova a sfatare convinzioni letterarie, lo scrittore e cantante reggiano Max Collini, che sabato 21 gennaio al teatro Cavallerizza concluderà il suo lunghissimo tour di letture e narrazioni partito nel 2019, inframezzato da tante presenze – compresa l’ultima come inviato speciale per l’annuncio di Stefano Bonaccini alla segreteria del Pd – per la trasmissione tv “Propaganda” di Diego Zoro. Una marcia fra locali e festival che ha attraversato, sempre con buoni riscontri, pandemie, congiunture cupissime e chiusure assortite, senza mai fare tappa a Reggio Emilia, nel cuore di quella che un tempo era la provincia più filosovietica dell’impero così ben descritta da Collini a inizio millennio, all’avvio dell’avventura Offlaga Disco Pax.
La città natale sarà la cornice per l’ultimo atto dell’infinito giro, per un evento letteralmente unico e irripetibile segnato dalla presenza di tanti ospiti. “Hai paura della fine dell'indie?” vedrà coinvolti Lodo Guenzi dello Stato Sociale, ormai noto volto tv oltre che componente della indie band bolognese che tanto deve a Collini, il poeta torinese Guido Catalano e la cantante romana Whitemary. Con loro, due musicisti e amici reggianissimi, al fianco di Collini nelle sue due principali esperienze musicali, Daniele Carretti degli Offlaga Disco Pax e Jukka Reverberi dei Giardini di Mirò, titolare con Collini del progetto Spartiti. Le persone più importanti della carriera di Collini assieme ad Enrico Fontanelli, il terzo componente degli Offlaga scomparso anni fa.
Insieme allestiranno una versione speciale di “Hai paura della fine dell'indie?", lo spettacolo di teatro-canzone dedicato a quella che un tempo veniva definito indie italiano, capace negli ultimi anni di perdere l’identità “di nicchia” per diventare invece parte integrante del pop, spesso da classifica. Un destino ineludibile per questo non genere sin dai suoi primordi: il termine “indie” nasce a inizio anni ’80 negli Usa per mettere insieme band che incidevano per etichette indipendenti, “indie” appunto. Gruppi poi diventati enormi, a partire dagli R.E.M.
Collini, da sempre accanito e attento ascoltatore prima ancora che artista, rileggerà in compagnia degli ospiti i testi di brani di nomi oggi noti, dallo stesso Stato Sociale ai bravissimi Coma Cose, da Motta e Gazzelle a Tommaso Paradio e Achille Lauro. L’approccio, in continuità con lo stile Collini, sarà principalmente declamatorio, con brani recitati più che cantati, ma non mancheranno momenti più musicali. Un modo per tradurre la grande trasformazione, «ora che l’indie ha smesso in modo pressoché totale i suoi panni e si è trasformato, inspiegabilmente, nel nuovo pop italiano egemonizzando la scena musicale; ora che radio e programmi Tv nazionalpopolari sono stati occupati da artisti sconosciuti al grande pubblico che sono diventati d'un tratto veri propri fenomeni di costume conquistando perfino Sanremo».
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