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“L’opera non è un paese per vecchi”: parola della coppia Michele & Pellai

“L’opera non è un paese per vecchi”: parola della coppia Michele & Pellai

Alle 20.30 di giovedì 15 dicembre il teatro Ariosto ospita la presentazione di “Lucia off”

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Reggio Emilia In questo periodo intenso della programmazione teatrale, ritorna con gran piacere, Francesco Micheli nel ruolo di energico e infiammato divulgatore dell’opera lirica con cui, già ai primi anni 2000, inventando un format vero e proprio, si era fatto apprezzare in maniera incondizionata dagli studenti e non solo. Tra l’altro, lo ricordiamo anche quale ideatore insieme a Daniele Abbado della famosa “Notte bianca” sul tema del Flauto Magico del 26 maggio 2007.

Oggi il direttore artistico del Festival Donizetti di Bergamo presenta “Lucia off” per spiegare attraverso uno dei capolavori del melodramma, Lucia di Lammermoor, le dinamiche psicologiche della protagonista della tragica vicenda. Lo farà al teatro Ariosto alle 20.30, duettando con Alberto Pellai medico, psicoterapeuta, ricercatore e scrittore, creatore di diversi progetti di prevenzione primaria riconosciuti a livello nazionale.

L’incontro-conferenza a ingresso gratuito, per insegnanti, genitori e persone curiose ha come titolo “L’opera non è un paese per vecchi” mentre la mattina dopo avverrà con gli studenti. «Proprio a Reggio Emilia, ho iniziato spiegare quanto erano belle le opere – spiega Francesco Micheli – e ho cominciato a studiare la divulgazione non come marketing ma come forma d’arte, per l’opera e la musica classica. I tempi lo richiedevano come del resto anche oggi: è sempre più necessario, perché il teatro rimanga vivo, creare i collegamenti giusti tra quelle storie, quelle musiche e il nostro tempo. Vedo che, negli anni, queste conferenze-spettacolo da una modalità di divulgazione semplice sono divenute forme d’arte necessarie, anche perché i ragazzi hanno bisogno dell’arte per entrare in collegamento con loro e fra di loro. L’articolazione in due situazioni - alla sera con gli adulti (anche educatori e genitori) e il mattino dopo con i ragazzi- spero che crei quel desiderio di parlare».

Il progetto è nato l’anno scorso insieme a Paolo Cantù e Paola Bagni dell’ufficio scuola dei Teatri e nel condividere l’esperienza hanno messo a punto il laboratorio per gli studenti che partirà dai contenuti della conferenza- spettacolo, per lavorare tra gennaio e febbraio sul dialogo tra opera, suoi codici e suoi archetipi. «Sono convinto che la storia di Lucia – sia sviscerando la parte musicale sia la dimensione psicologica – possa davvero parlare ai ragazzi: temi come i rapporti con tra lei il padre, il fratello che è costretta a compiacere… il fidanzato e come vede sé stessa… Penso che dalla riflessione possa nascere un confronto». Ancora una volta Micheli è pronto a incantare chi l’ascolta esibendo la sua capacità unica di entrare, senza compromessi, nel vissuto emotivo dei personaggi dell’opera rendendoli vivi. «La musica di Donizetti aiuta per il suo carattere sperimentale: non dimentichiamo che è stata composta un momento di passaggio, un po’ sospeso e pieno di contraddizioni come il nostro. E la figura di Lucia manifesta un’umanità grandiosa, fortificata da momenti unici di altissima qualità come è la pazzia che ascolteremo passo a passo e sarà sviscerata come un sofferto viaggio interiore. La genialità di questo brano che ispirerà altri musicisti sta in queste schegge di realtà che vengono fuori - come in un montaggio cinematografico- e convivono tra frammenti alterati tra sogno e delirio».

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