Il Quartetto Goldmund e “L’arte della fuga” di Bach
Il capolavoro compositivo stasera (ore 20.30) al Valli
Reggio Emilia La stagione dei concerti questa sera (ore 20.30) porta al Teatro Municipale Valli il Quartetto Goldmund, impegnato nell’esecuzione de “L’arte della fuga” di Bach. Vertice speculativo della ricerca bachiana e compendio dell’intera storia del contrappunto, opera incompiuta alla morte di Bach e senza destinazione strumentale, e dunque aperta a una molteplicità illimitata di interpretazioni, l’Arte della fuga viene qui proposta dal Quartetto per celebrare i 100 anni dalla nascita di Paolo Borciani.
Indimenticato fondatore, primo violino e anima del Quartetto Italiano, Borciani si dedicò negli ultimi anni della vita al lavoro sull’Arte della Fuga culminato in un’incisione e una serie di concerti, uno dei quali al Teatro Valli nell’aprile del 1985, a pochi mesi dalla sua morte.
Il quartetto Goldmund, formatosi a Monaco e Madrid, e con musicisti come Alfred Brendel, si è affermato negli ultimi anni come uno dei giovani quartetti più convincenti sulla scena internazionale.
Vincitore nel 2018 del prestigioso Concorso Internazionale per Quartetto d’archi Wigmore Hall, del Concorso Internazionale di Musica da camera di Melbourne, è stato Rising Stars del circuito Echo nella stagione 2019/20. Il Quartetto collabora regolarmente con artisti fra cui Joerg Widmann, Ksenija Sidorova, Pablo Barragan Alexey Stadler, Wies de Boevé.
L'intera “Arte della Fuga” di Johann Sebastian Bach in un unico concerto è una sfida per gli esecutori e gli ascoltatori. Senza dubbio, l'opera è un capolavoro compositivo unico di musica pura. A differenza delle Variazioni Goldberg o delle Suites, nell'Arte della fuga ci sono molti meno movimenti che contrastano chiaramente nel carattere e nessuna sequenza sicura di fughe che imponga una drammaturgia.
«Soprattutto per questo motivo, l'approccio e quindi anche il nucleo della nostra interpretazione – scrivono i componenti del Quartetto – oltre all'analisi, è l'espressività emotiva delle singole fughe. Oltre alle fughe molto interiori e riflessive, ci sono parti danzanti e vivaci, ispirate alle ouverture francesi. Un gesto meditativo e trascendente pervade l'intera opera. Sperimentare profondamente le diverse emozioni e condividerle con il nostro pubblico – questa la conclusione – è l'obiettivo di questo meraviglioso progetto».
Un concerto, quello in cartellone questa sera, che chiude l’anno alla grande con una proposta sicuramente di altissimo livello che, come valore aggiunto, vede la dedica nel centenario dalla nascita di Paolo Borciani.
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