La realtà virtuale danza ancora con Aterballetto ai Chiostri
“È pericoloso non sporgersi” è ambientata al Museo della Psichiatria
Reggio Emilia Nel ricco programma culturale “Identità Inquieta” che ha preso il via lo scorso settembre, rientra anche la nuova creazione in realtà virtuale di Aterballetto ai Chiostri di San Pietro “È pericoloso non sporgersi” (coproduzione Fondazione Palazzo Magnani) per la regia e coreografia di Francesca Lattuada su una musica tradizionale coreana e la celebre aria “Lascia la spina, cogli la rosa” di Händel, cantata dalla stessa Lattuada visionaria artista attiva in Francia; interprete contorsionista Lise Josie Juliette Pauton.
Dopo quattro creazioni in realtà virtuale, realizzate con la tecnica del Cinematic Vr 360° in collaborazione con la Fondazione Palazzo Magnani nell’ambito del progetto Virtual Dance for Real People, la Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto propone una nuova, e ancor più sorprendente, produzione in realtà virtuale. Si tratta di un nuovo lavoro fruibile soltanto con i visori di realtà virtuale, che permette allo spettatore non solo una visione ravvicinata, ma anche l’impressione di coabitare con l’interprete nello spazio scenico, vissuto a 360°. Pertinente con i temi del cartellone “Identità inquieta” l’ambientazione che è stata scelta: si tratta di alcune sale del Museo di storia della psichiatria, ospitato a Reggio Emilia nel Padiglione Lombroso, uno degli edifici simbolo del complesso manicomiale del San Lazzaro.
La consulenza scientifica è di Re:Lab di Reggio Emilia, la produzione e il montaggio video sono a cura di Riot Studio (Lapej) di Napoli. Intendimento del progetto Virtual Dance for Real People è mettere al centro la danza e, al tempo stesso, di avvolgerla con la tecnologia del video a 360° e i visori di realtà virtuale. Propone una performance di danza di breve durata, eseguita da uno o più danzatori, pensata da giovani coreografi di talento. Il pubblico può assistervi attraverso un visore, all’interno dei medesimo set in cui è stata realizzata e, mentre la danza dispiega tutta la sua forza visiva, lo spettatore può osservare chi danza, lo spazio che ha intorno, mentre i suoni e le musiche lo avvolgono.
Proprio come se fosse a teatro, il suo sguardo può danzare coi danzatori, in un intreccio di percezioni. La danza diviene digitale ma non astratta. E la tecnologia non diviene l’oggetto della produzione, ma il linguaggio che consente alla danza di sprigionare le emozioni più forti che ha in sé e che chi sceglie di vederla va cercando.
L’idea di Francesca Lattuada per” È pericoloso non sporgersi” che si può vedere negli orari di apertura dei Chiostri, parte naturalmente dalla memoria storica della quale è impregnato il luogo, e si appoggia sulla capacità di determinati corpi di forzare, quasi distorcere, la percezione del reale. Interprete sarà dunque Lise Pauton, straordinaria contorsionista. Le sue metamorfosi saranno incessanti, e porteranno allo sfumare della temporalità ordinaria, alla perdita delle nozioni più concrete di spazialità (alto-basso, grande-piccolo, visibile-invisibile…). Lo spettatore vivrà così un'immersione in un mondo in cui tutti i riferimenti abituali sono svaniti. Un po’ come poteva accadere agli ospiti del Padiglione Lombroso.
Questo è avvenuto al rientro da una lunghissima tournée tra Francia e Spagna dove la compagnia è stata protagonista in 9 teatri e 11 spettacoli con due programmi firmati dal coreografo svedese Johan Inger: Golden Days e Don Juan.
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