“Un Natale di 900 anni fa” con l’Ensemble D’Esperanto Trio
Lo spettacolo nella Chiesa di Sant'Antonio lunedì 26 dicembre alle 21
Reggio Emilia Il loro è un progetto musicale ampio e profondo, unico nel suo genere i cui ambiti si evincono dal nome: Ensemble “D’Esperanto”: il che vuol dire che ricercano le tradizioni musicali europee (Italia, Francia, Isole Britanniche). Perseguono suoni originari e antichi da affiancare, in perfetto amalgama, a nuove composizioni. Un originale progetto di ricerca e di riproposta, allo stesso tempo innovativo ma ben inserito nel solco della tradizionale popolare, che si esprime in una musicalità intensa e giocosa che caratterizza fortemente gli spettacoli del gruppo.
Lumedì 26 dicembre l’Ensemble “D’Esperanto” - formato da Paolo Simonazzi (ghironda, organetto diatonico, fisarmonica, zampogna), Emanuele Reverberi (violino, piva dell’Appenino, cornamuse francesi violino), Filippo Chieli (violino - viola e chitarra) con il soprano Monica Piccinini - presenterà nella Chiesa di Sant’Antonino a Quattro Castella (ore 21) il concerto racconto (musiche e strumenti della tradizione) “Un Natale di 900 anni fa” con ballate, melodie e antiche danze dalle Terre di Matilde, per la regia di Giuliano Grasselli.
«Ritorniamo alle musiche della nostra terra, riagganciandoci alla ricerca realizzata tra gli anni ’70 e ’80 da Bruno Grulli sui balli dell’Appennino in cui risuonavano le musiche antiche risalenti al Medioevo – spiega Paolo Simonazzi –. Perché i nostri interessi riguardano la musica prima del liscio: tutti i luoghi e le musiche trovate li narriamo nel docufilm “L’Appennino che suonava” ideato dallo stesso Grulli per la regia di Alessandro Scillitani, in cui abbiamo reinterpretato il repertorio della musica tradizionale dell’Appennino emiliano. Ma la particolarità del concerto di lunedì sta nel fatto che per la prima volta cantiamo con un soprano che è specializzato nella musica barocca quel è Monica Piccinini, Noi glielo abbiamo proposto e lei ha accettato con entusiasmo. Stiamo facendo le prove in questi giorni (lei è bravissima!) e siamo tanto curiosi di capire l’effetto sul pubblico. A noi piace molto e speriamo che si possa continuare».
Per quanto riguarda la genesi del concerto, Simonazzi ricorda il tradizionale appuntamento promosso da Daniela Jager Bedogni per l’Associazione Amici di Matilde incentrata sui cori e le orazioni dei contadini della Val d’Enza. «In particolare, nel programma del 26 dicembre, a tema natalizio – continua Simonazzi – c’è la filastrocca “La Scala Santa” in cui si racconta la vita della Sacra Famiglia che presenta le sembianze di una famiglia contadina delle nostre zone. I canti che proponiamo rientrano anche nel repertorio catalogato nel libro di Marcello Conati “Canti della val d’Enza e della val Cedra”. Tante sono le storie di cui si parla vicende un po’ vere un po’ leggende che dimostrano la straordinaria ricchezza della nostra musica “antica”. Nel cercare ci siamo imbattuti in curiosità di questo tipo… ad esempio: le vicende di Cecilia (la storia è di derivazione francese, XVI secolo) che è l’antesignana di Tosca di Puccini. Centinaia sono le musiche e le danze che, rivalutate a partire dagli anni Settanta del secolo scorso, sono patrimonio non solo del territorio appenninico emiliano ma di tutta Europa, che si riconosce in ballate universali e musiche legate alla voglia di divertirsi».
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