Gazzetta di Reggio

Il libro

In viaggio alla ricerca della felicità

In viaggio alla ricerca della felicità

Marco Balzano oggi ospite dei Martedì della Luc con il suo ultimo libro

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Reggio Emilia La mela che cade sulla testa e che gli permette di scoprire le leggi che governano l’Universo è per Isaac Newton l’incontro con la felicità, mentre per Socrate, alla perenne ricerca di se stesso, è la capacità di ascoltare il buon demone, il daimon, che gli indica la vera natura delle sue aspirazioni, dei suoi talenti. Per Tommaso D’Aquino, che pur non disdegna quella terreste, la vera felicità non può che essere la beatitudine che si prova alla presenza di Dio; e comunque, per la Costituzione Americana, la ricerca della felicità è un diritto inalienabile. Sono solo alcuni dei tanti incontri che Marco Balzano propone nel suo libro “Cosa c’entra la felicità? Una parola e quattro storie” (Feltrinelli 2022 presenterà oggi pomeriggio (ore 17.30) all’Aula Magna Manodori dell’Università di Modena e Reggio, in conversazione con Cristina Guardiano.

Il libro è un affascinante viaggio alla ricerca di una delle più soggettive, sfuggenti e variegate delle parole, che cambia a seconda dei valori, delle condizioni di salute, delle idee, della fede, dell’età, del rapporto con il tempo. Muta svariate volte anche nel corso delle nostre vite, poiché a cambiare siamo prima di tutto noi con il nostro orizzonte di desiderio. Definirla, quindi, non è impresa da poco. E Marco Balzano lo fa con le chiavi della lingua, grazie alle quali si può varcare la soglia di qualsiasi idea, anche della felicità: le quattro storie del sottotitolo sono in realtà le quattro lingue che l’Autore, con il grimaldello dell’etimologia, interroga nella sua ricerca, immergendosi dapprima nei fondamenti della nostra cultura, la Grecia classica, il mondo Latino, la dimensione giudaico cristiana, per poi approdare all’Inglese, codice universale del nostro tempo. In ognuno di questi idiomi il termine felicità dischiude immagini e significati molto differenti. Ma c’è un filo che lega queste quattro culture/lingue/storie: per descrivere chi è felice, le lingue da cui è fiorita e su cui ancora cammina la civiltà occidentale raffigurano sempre l’uomo “insieme”: nella città, con un figlio in braccio, in cammino con gli altri, capace di collegare con il mondo circostante ciò che di bello e di buono gli è accaduto. Felicità in greco, in latino, in ebraico e nella lingua inglese, chiama sempre in causa l’altro. Questo è un tratto comune che l’autore ha colto pur negli elementi di originalità e nei differenti profili.

 

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