La Città del Lettore torna ad accendersi pronta a divertire e stupire i suoi visitatori
“Notti per abitare i libri”: si parte questa sera, si replica domani e lunedì prossimo
Reggio Emilia Quest’anno, più che mai, sarà matematicamente impossibile perdersi in città. Questo non significa che in quella stessa città, nelle prossime ore, sarà così semplice seguire l’itinerario lucidamente programmato a tavolino. Perché la Città del Lettore, che questa sera riaprirà le porte ai suoi sempre più numerosi visitatori, si è sì dotata di mappe e Qr code come accade in ogni luogo d’arte e di cultura che si rispetti, ma nessuna cartina potrà evitare quella sorta di infettivo magnetismo che inevitabilmente ti porterà dove, in quell’attimo, non puoi fare a meno di entrare. Perdendo se non il senno una buona parte di raziocinio.
È la magìa che ogni volta sanno creare gli studenti del liceo “Moro” esemplarmente e mai prevedibilmente accompagnati, guidati e non per ultimo ascoltati da Daniele Castellari, ideatore di un format che anno dopo anno torna a stupire oltre ogni logica previsione. Raccogliendo quest’anno la partecipazione del liceo “Chierici”, dell’istituto liceale “Matilde di Canossa” e dell’istituto comprensivo di Cropani, in provincia di Catanzaro dove in segna l’ex docente del “Moro” Vincenzo Caroleo, che per niente al mondo rinuncerebbe a quella che è anche la “sua” città. Confermata la presenza di “Città senza barriere” e Fcr.
Quindi ci siamo. Il meteo gioca contro ma stasera si parte. Per proseguire domani sera e ancora lunedì, quando si recupererà la data di mercoledì. Appuntamento alle 19.30 all’ingresso del “Moro” in via Gutenberg: si aprono i cancelli e, giusto il tempo di orientarsi, è già arrivato il momento di farsi fagocitare. Trentacinque quest’anno le proposte rispetto alle 26 dell’anno scorso. E mille i visitatori che ogni sera potranno scegliere da quali invenzioni farsi stregare.
Una quinta edizione “a regime”, dopo un 2022 ancora sfiorato dalla pandemia. «Finalmente – spiega Castellari con un entusiasmo che inevitabilmente diventa il tuo – abbiamo di nuovo avuto a disposizione la totalità degli spazi interni, oltre al giardino, e non ci abbiamo pensato due volte a riempirli». E mentre sfoglia mappe e appunti inseguendo i suoi pensieri, ti elenca «solo alcune attività, le più originali...” per poi scoprire che non ce n’è una che non valga la pena di “provare”. Con la premessa che si tratta, con poche eccezioni, di proposte inedite.
Detto che in un piano troviamo il Centro Speranza, e sotto hanno sede gli Uffici comunali, in ordine sparso, ma pensando a un inizio, potremmo partire da tre modi di salpare: c’è la nave di Baricco (“Novecento”) presentata dall’ex collega Vincenzo Caroleo con i suoi studenti; ragazzine di una prima del “Moro” che raccontano “L’isola misteriosa” di Saramago; cinque studentesse che danzano “Il vecchio e il mare” di Hemingway. Al “Centro Speranza” da non perdere una visita nell’ambulatorio di un medico di base frequentato dai personaggi di Shakespeare. Testi dedicati all’Infinito ci faranno riflettere nella Cappella del Silenzio dove vengono messi in dialogo cristianesimo, islamismo, ebraismo, buddismo e religione sikh.
Dall’ambulatorio al pronto soccorso psichiatrico: «Questa proposta – spiega Castellari – nasce dalla lettura del libro “L’arte di legare” dello psichiatra Paolo Milone. Quindi avremo una sala d’aspetto dove entrerà Milone che dovrà “visitando il pubblico” fare una diagnosi e quindi decidere se quel paziente andrà legato oppure no». Nasce dalla lettura de “I Rondoni” di Fernando Aramburu “Come raccontare un romanzo in una passeggiata”: «La Città del Lettore diventa la Madrid in cui l’autore, avendo deciso di togliersi la vita dopo un anno, per dodici mesi dissemina i suoi libri su panchine piuttosto che in angoli nascosti, salvo andare a controllare a chi sono finiti in mano. E magari ricomprarli».
Al Centro sociale anziani si gioca a tombola (estraendo numeri che rimandano a romanzi) ma anche a poker (un poker metaletterario dove ogni carta ha l’incipit di un romanzo). Ma c’è anche un mazzo di carte sui gusti dei lettori «a dimostrazione che quasi mai conosciamo i gusti di chi ci sta vicino». È d’obbligo un passaggio all’Ufficio di collocamento: fatto il test, con il profilo ottenuto si potrà avere un consiglio e un buono per saltare la fila in tre attività. Da non perdere i red carpet in cui sfilano da un lato le emozioni e dall’altro gli Oscar assegnati al numero due delle opere letterarie: da Virgilio («ma Dante chi sarebbe senza di me?») alla Monaca di Monza. E che dire del Centro esperimenti umani?
Se qualcuno non sa dove pernottare, c’è l’Ufficio immobiliare che affitta due stanze all’hotel “Sulla luna”. Due le aule (camere) disseminate di oggetti ariosteschi. Obiettivo segnarsi in pochi secondi sul taccuino il maggior numero di oggetti. Chi vince passerà una notte gratis in hotel. Risvegliandosi giusto in tempo per affacciarsi su una nuova giornata della Città del Lettore.
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