I bambini protagonisti del... sogno d’una notte sul palco del Valli
Visita speciale e pigiama party al Municipale per Reggionarra
Reggio Emilia Alla fine era tanta la suggestione, che è parso comparire anche il fantasma dell’Opera. Era invece il fotografo che si era infilato in un palco per fare una inquadratura da lontano e agitava una torcia per veder dove metteva i piedi. Ma la prima notte al Teatro Municipale Valli – esperimento pienamente riuscito della Fondazione I Teatri nell’ambito di Reggionarra – ha portato 30 bambini tra i 10 e i 12 anni a compiere un viaggio indimenticabile dalle 7 di sera alle 8 della mattina successiva. Un pigiama party all’ennesima potenza, concluso a cuscinate sul palcoscenico, su quelle vecchie tavole di legno intrise dei successi di migliaia di artisti, guardando quella grande sala in cui, durante il sonno dei bambini – perché poi alla fine, finalmente si sono addormentati – sembravano echeggiare milioni di applausi che dal 1857 il pubblico ha tributato ai propri idoli.
Arrivati sul far della sera con i loro sacchi a pelo, i 30 bambini sono stati accolti in Sala degli Specchi, e lì parevano intimiditi da tanta meraviglia, silenziosi, quasi timorosi. Nulla che non potesse essere superato dall’arrivo di metri di pizza, consumata in grandi tavoli al Ridotto, dove l’atmosfera ha iniziato a scaldarsi.
Poi il primo incontro sulle terrazze con Luca Cattani e Cecilia Di Donato di MaMiMò, che hanno condotto i bambini attraverso le narrazioni dedicate a Italo Calvino. Dalle terrazze, muniti di torce ed entusiasmo, i bambini hanno raggiunto il quart’ordine e si sono infilati in un retropalco affrescato, dove un misterioso pianoforte suonava senza che nessuno lo suonasse… Nel buio, rischiarato dalle sole torce nelle mani dei bambini, si incontravano sagome di Romolo Valli (Chi era, bambini, Romolo Valli? No, non era quello che ha costruito il teatro, era un attore…), manichini con costumi di scena, prima di ascoltare “Il visconte dimezzato” seduti su su, in piccionaia, con gli attori che si sentivano ma non si vedevano, nascosti chissà dove nel ventre del teatro. Poi il ballatoio, dove sono custodite le macchine storiche della pioggia e del tuono: un luogo di rara bellezza con una vista indimenticabile sui 23 metri di graticcia: e finalmente il palcoscenico dove i bambini hanno assistito all’apertura del sipario: e lì, che tu abbia 10 anni o che sia il più grande cantante, o danzatore o musicista, la vista del Valli ti toglie il fiato e mette tutti pari.
Poi, operazione pigiama e lavaggio denti, stesura del modulo e del sacco a pelo sul palcoscenico, con un tulle calato al posto del sipario e qualche luce d’atmosfera. Saltano fuori alcuni peluche, qualcuno azzarda a leggere un libro, la maggior parte fa a cuscinate, se ci fosse il pubblico ad assistere potrebbe persino sembrare una coreografia, è tutta gioia. La mattina dopo il sogno finisce con una sostanziosa colazione. Ma ai bambini una rassicurazione: di notti così ve ne saranno altre. l
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