La Filarmonica della Scala al Valli per tre anniversari
Il 13 febbraio 2024 si ricordano i 50 anni di Musica/Realtà
Reggio Emilia Finalmente è stata definita l’iniziativa, nell’ambito del Reggio Parma Festival, qualche tempo fa soltanto annunciata, che intende onorare un triplice anniversario: 50 anni Musica/Realtà, il centenario della nascita di Luigi Nono e i dieci anni dalla scomparsa di Claudio Abbado. Sarà un concerto della Filarmonica della Scala il 13 febbraio 2024 al Teatro Valli a chiusura del Reggio Parma Festival 2023. Protagonista sarà la Filarmonica della Scala diretta da Ingo Metzmacher con la partecipazione del soprano Serena Sáenz e del pianista francese, grande collaboratore di Pierre Boulez, Pierre-Laurent Aimard, mentre Paolo Zavagna cura la regia del suono: in programma di Luigi Nono “Como una ola de fuerza y luz” e di Ludwig van Beethoven la “Sinfonia n.3 in mi bemolle maggiore op 55 Eroica”. Vale a dire il concerto conclusivo del primo anno della rassegna Musica/Realtà che ha avuto luogo il 15 giugno 1973.
L’evento, una coproduzione Reggio Parma Festival e Fondazione I Teatri in collaborazione con la Filarmonica della Scala, sarà un duplice appuntamento a Reggio Emilia e a Milano, Teatro alla Scala, dove il concerto avrà luogo il 22, 24 e 25 gennaio ma con la sinfonia n.4 di Šostakovic. Di nuovo, a distanza di 50 anni a Reggio come a Milano dove il 28 giugno 1972 ebbe luogo la prima esecuzione assoluta del brano di Nono con Claudio Abbado alla guida dell’Orchestra del Teatro alla Scala, il pianista era Maurizio Pollini, la soprano Slavka Taskova.
A Reggio Abbado invece diresse l’Orchestra Sinfonica di Budapest e diversamente dal programma milanese a Nono venne affiancata l’Eroica di Beethoven e la scelta non appare casuale. Il carattere fortemente politico sociale di Musica/Realtà trovava risonanza nelle due composizioni: “Como una ola” è un omaggio al sindacalista cileno Luciano Cruz morto accidentalmente nel ’72 e insieme un inno e un invito alla lotta; dell’Eroica è noto il ritiro della dedica a Napoleone da parte di Beethoven, sdegnato dall’incoronazione a imperatore vista come tradimento degli ideali rivoluzionari: un atto di coscienza e di resistenza. Da notare la presenza di Ingo Metzmacher, personalità di grande spicco, tra i più grandi direttori di musica contemporanea. Dal 1997 al 2005, ha lavorato come direttore musicale Generale della Città di Amburgo, che copriva l'Opera di Amburgo e la sua Philharmoniker, quindi direttore principale della De Nederlandse Opera e direttore principale e direttore artistico della Deutsches Symphonie Orchester Berlin fino al 2011.
Ha diretto produzioni in molti dei grandi teatri d'opera internazionali tra cui l'Opera di Stato di Vienna, l'Opéra de Paris, La Scala, il Teatro Real e il Teatro dell'Opera di Zurigo eseguendo opere di Nono, Rihm ed Enescu al Festival di Salisburgo, nonché la prima mondiale di Die Weiden di Staud all'Opera di Stato di Vienna, nuove produzioni della Salome di Strauss al Festival d'Aix-en- Provence, Lady Macbeth di Mtsensk di Shostakovich a Parigi e Die Vögel (Gli uccelli) di Braunfeld alla Bavarian State Opera.
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