Gazzetta di Reggio

Gualtieri

Carletti con la banda per suonare la fisarmonica

Andrea Vaccari
Carletti con la banda per suonare la fisarmonica

Il leader e fondatore dei Nomadi e il complesso di Santa Vittoria  suoneranno prima nella chiesa di Sant’Andrea poi in giro per il paese

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Gualtieri Un appuntamento speciale per i 60 anni dei Nomadi – celebrati ieri sera con il concerto in piazza a Novellara – sarà organizzato questa mattina a Gualtieri, dove si intrecceranno musica, tradizione e storia grazie a un concerto che si preannuncia davvero speciale.

Protagonista sarà il complesso bandistico di Santa Vittoria, diretto da Simone Copellini, che nella chiesa di Sant’Andrea, alle ore 11, proporrà un omaggio alla mitica band novellarese con il supporto di uno dei suoi fondatori, Beppe Carletti.

Lo storico componente dei Nomadi nell’occasione si unirà alla banda suonando la fisarmonica, dando vita a quello che si preannuncia un’esibizione emozionante.

Con la presentazione che sarà affidata a Paolo Montanari, voce dei “Ma noi no”, l’evento “Nomadi in banda” vedrà, in chiesa, il complesso bandistico vittoriese intonare un repertorio di brani classici all’interno del quale spicca un medley composto da “C’è un re” e “Io vagabondo”, due dei pezzi più noti dei Nomadi.

Alle 11.30 la banda diventerà “vagabonda” – aggettivo assolutamente azzeccato vista la circostanza – e si incamminerà verso il centro del paese, con destinazione piazza Bentivoglio dove, alle 11.45 circa, sarà eseguito in prima assoluta l’arrangiamento per banda di “Dam un bes”, famoso brano scritto da Augusto Daolio e Beppe Carletti, dedicato ad Antonio Ligabue.

Una canzone inserita nell’album “Gente come noi” del 1991, l’ultimo che vide lavorare insieme ai Nomadi Augusto Daolio e Dante Pergreffi, entrambi venuti a mancare nel 1992, “annus horribilis” della band di Novellara.

Una canzone che racconta le pene di Ligabue, artista eccezionale ma che impiegò anni prima di veder riconosciuto il proprio talento e che, per una serie di vicissitudini legate al suo percorso di vita, aveva un grandissimo bisogno d’affetto.

“Ligabue, naso d’aquila, urla al cielo la sua pena, Cesarina, per favore, voglio un bacio, dam un bes”, recita il testo della canzone, che ricorda come Ligabue cercò – senza riuscirvi – l’amore di Cesarina, ostessa dell’osteria della Croce Bianca di Guastalla, di cui era innamorato.

Un dramma interiore, quello di “Toni”, riportato alla ribalta alcuni anni fa anche dall’omonimo spettacolo “Un bès” di Mario Perrotta, che spopolò non solo nella Bassa reggiana ma in tutta Italia.

La mattinata – organizzata dal Comune di Gualtieri con il sostegno di diversi sponsor e la collaborazione del Comune di Novellara – si concluderà a mezzogiorno, con un brindisi a base di vino offerto dalla Cantina sociale di Gualtieri. l


 

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