Gran finale per la Casa del Quartetto
In programma oggi e domani ai Chiostri di San Pietro, a Reggio Emilia. Si parte con il prestigioso Bennewitz
Reggio Emilia Si sta giungendo ai concerti finali della Casa del Quartetto, curata e organizzata, sempre con passione, competenza e stile - per la Fondazione I Teatri - da Francesco Filidei impegnato più che mai, in questo periodo, per i nuovi lavori commissionati cui deve far fronte: tra gli altri l’opera “Il nome della rosa” per il Teatro alla Scala.
In questi giorni Filidei è a Reggio per la Casa del Quartetto dove, da oggi a domenica, sono in programma gli ultimi appuntamenti a partire dal concerto del Quartetto Bennewitz vincitore, nel 2008, del Premio Paolo Borciani, formazione caratterizzata da una musicalità eccezionale non soltanto per chiarezza strutturale, ma anche per ventaglio di colori e limpidezza dell’intonazione. L’ensemble che anche ultimamente ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui nel 2019 il Classic Prague Award per la “migliore interpretazione di musica da camera” dell’anno, questa sera (ore 21.30) ai Chiostri di San Pietro esegue di Haydn il Quartetto in mi bemolle maggiore op. 33 n. 2 “Lo Scherzo”, di Janácek il Quartetto n. 2 (Lettere intime) e di Dvorák il Quartetto in do maggiore op. 61. «A proposito del Quartetto Bennewitz, siamo molto felici di ospitare in questa manifestazione un quartetto vincitore del Borciani, come l’anno scorso il Quartetto Kuss, peraltro i componenti si sono rivelati dei bravi insegnanti per le formazioni giovani – dichiara Francesco Filidei – come del resto quelli del Quartetto Danel protagonista l’altra sera, alla Sala degli Specchi, di un concerto di grande qualità: penso all’esecuzione di Šostakovic eseguito con sorprendente energia». Sempre del compositore russo, i Due pezzi per ottetto d’archi op. 11 sono in programma per la serata finale ai Chiostri di san Pietro domani sera sempre alle 21.30.
«Il concerto finale, come l’anno scorso, lo dirige Luca Antignani con cui sto lavorando in questi giorni insieme ai quattro quartetti Elmore, Goldberg, Quíron e Zied a proposito delle due nuove commissioni frutto di importanti collaborazioni appena nate tra la Casa del Quartetto-Fondazione I Teatri e due prestigiose istituzioni internazionali quali Associazione Quatuors a Bordeaux legata alla compositrice Maria Vincenza Cabizza autrice di “A 706 chilometri di distanza”, e ARCo Art, Research and Creation Opus - l'Accademia franco austriaca di composizione contemporanea. Sono molto felice per la Cabizza, in passato mia allieva, che recentemente si è aggiudicata un concorso importante in Polonia dove un suo quartetto è stato scelto tra i 24 in gara. Due sue rime assolute saranno eseguite sabato insieme a Šostakovic e a quel pezzo incredibile, bellissimo, qual è l’Ottetto di Mendelssohn».
Il titolo del quartetto della Cabizza si riferisce alla distanza tra Sassari e Milano (706 Km) e costituisce una dedica cifrata al fidanzato che è il compositore Federico Gardella. Decisamente interessante la figura di questa compositrice, per altro anche provetta violinista, che si sta impegnando a divulgare la musica contemporanea, a farla uscire dalla nicchia per pochissimi nella quale si trova.
I pezzi di Šostakovic e l’Ottetto di Mendelssohn saranno eseguiti ancora domenica sera (ore 20) all’Antica Corte Ca Paoli Pietranera di Canossa.l
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