Gazzetta di Reggio

Le stagioni

La Chamber Orchestra of Europe aprirà la stagione dei Concerti

Giulia Bassi
La Chamber Orchestra of Europe aprirà la stagione dei Concerti

Reggio Emilia, la Filarmonica della Scala chiuderà a febbraio il Reggio Parma Festival e renderà omaggio al cinquantesimo anniversario di Musica/Realtà

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Reggio Emilia Un’apertura di forte caratura, il 25 novembre, presenta la stagione concertistica 2023-2024 dei Teatri (dieci appuntamenti) col ritorno al Valli della Chamber Orchestra of Europe diretta da sir Antonio Pappano e la pianista Beatrice Rana, interprete del Concerto di Robert Schumann. Anche gli altri due brani in programma abitano i seducenti mondi sonori della musica romantica: l’estasiante Introduzione e Allegro di Elgar e la Sinfonia n.6 di Dvorák.

La Filarmonica della Scala arriva il 13 febbraio per il gran finale Reggio Parma Festival e per l’omaggio al cinquantesimo anniversario di Musica/Realtà, rassegna di concerti e incontri fondata da Claudio Abbado, Luigi Nono e Maurizio Pollini, il cui primo ciclo si concluse nel 1973 con un memorabile concerto diretto da Abbado e l’Orchestra di Budapest, solisti il pianista Maurizio Pollini e il soprano Slavka Taskova Paoletti. Il concerto, diretto da Ingo Metzmacher, con il soprano Serena Sáenz e il pianista Pierre-Laurent Aimard, celebra anche altri due importanti anniversari: i cento anni dalla nascita di Luigi Nono e il decimo anniversario della morte di Claudio Abbado. Ora come allora, il programma avrà una esecuzione anche al Teatro alla Scala.

Il cartellone dei concerti comprende inoltre alcune serate monografiche come quella del 13 dicembre con il ritorno de Il Pomo d’Oro, guidato da Maxim Emelyanychev, ancora con Mozart (Sinfonia n. 35 Haffner K 385; Sinfonia n. 36 Linz K 425; Concerto per violino n. 3 in sol maggiore K 216, Aylen Prytchin solista).

Due sono i concerti interamente dedicati a Brahms: nella dimensione cameristica con Hilary Hahn (9 aprile) – violinista vincitrice di tre Grammy Award che accompagnata da Andreas Haefliger – che proporrà la Sonata n. 1 op. 78, Sonata n. 2 op. 100, Sonata n. 3 op. 108), mentre nella dimensione sinfonica (Danza ungherese n. 21 e n.14; Doppio Concerto per violino, violoncello e orchestra op. 102 e Sinfonia n. 4 op. 98) il 18 maggio con la Budapest Festival Orchestra diretta da Ivan Fischer con Veronika Eberle violino e Steven Isserlis violoncello.

La bachiana Messa in si minore BWV 232, uno dei massimi capolavori della musica sacra, sarà affidata a Kammerchor e Barockorchester Stuttgart, con Frieder Bernius direttore (19 marzo).

Beethoven (Ottetto per fiati op. 103 e Sinfonia n. 2 op. 36) e Mozart (Allegro dalla Cassazione in sol maggiore K 63, “Ah se in ciel, benigne stelle” K 538 nella trascrizione per oboe e orchestra) nel concerto dell’Orchestra della Svizzera Italiana il 10 gennaio; mentre il duo Patricia Kopatchinskaja violino / Polina Leschenko pianoforte (26 gennaio) si muove tra epoche e compositori classici e contemporanei (Enescu Impressions d’enfance op. 28, Debussy Sonata in sol minore, Fauré Sonata n. 1 op. 13). Composto dall’Hugo Wolf Quartet, dalla pianista Ariane Haering, dalla flautista Silvia Careddu dal clarinettista Alexander Neubauer, l’Alban Berg Ensemble Wien, nel concerto del 27 febbraio, si muove nel solco della tradizione viennese, tra compositori legati alla capitale austriaca: Schnittke (Quartetto con pianoforte); Mahler (Quartetto per pianoforte e archi, incompiuto) e Adagio dalla Sinfonia n. 10 nella trascrizione di Martyn Harry) e Schoenberg (Kammersymphonie op. 9 trascrizione di Anton Webern).

Interessante il programma antico/moderno dell’ensemble vocale The Tallis Scolars (26 aprile): da Hildegard von Bingen, monaca, mistica vissuta nell’anno Mille ad Arvo Pärt al noto Miserere mei, Deus di Gregorio Allegri. l




 

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