Marionette e Avanguardia: la grande mostra a Palazzo Magnani
Reggio Emilia, non una semplice esposizione ma anche uno spettacolo capace di rompere la quarta parete
Reggio Emilia Continuando nel solco delle grandi mostre la Fondazione Palazzo Magnani, in collaborazione con la Fondazione Famiglia Sarzi, presenta – dal 17 novembre al 17 marzo – un’esposizione davvero speciale che riannoda la grande arte europea del ‘900 con le marionette e i burattini, così cari alla storia culturale e teatrale reggiana e alle sue scuole d’infanzia attraverso la famiglia Sarzi.
Seguita dall’appassionato James Bradburne, membro del comitato scientifico di Palazzo Magnani, s’intitola “Marionette e Avanguardia. Picasso · Depero · Klee · Sarzi” e si sviluppa, sui due piani del palazzo in corso Garibaldi, attorno al concetto di “quarta parete”, ovvero la capacità di coinvolgimento emotivo di uno spettacolo ben riuscito. Due teatrini da fiera, allestiti nelle sale a piano terra, consentiranno ai più piccoli di cimentarsi con il teatro di animazione e, nei fine settimana, saranno “casa” per alcuni degli ultimi burattinai italiani. Ad accogliere i visitatori saranno i costumi a grandezza naturale disegnati da Pablo Picasso per Parade, per Les Ballets russes di Djaghilev (Parigi, 1917). Poi una folla di marionette “alte e basse”, ovvero manipolate dal basso, con le mani o attraverso un bastone, dall’alto, e non mancheranno gli esemplari più antichi. Si sa che alla fine del XIX secolo, sull’onda dell’orientalismo, le classiche marionette giavanesi cominciarono ad apparire sulle scene europee. L’esposizione indaga il fascino esercitato da marionette e burattini sugli artisti, per esempio sui futuristi italiani come Ettore Prampolini e Fortunato Depero o coloro che facevano parte della Bauhaus nella Weimar degli anni Venti: Paul Klee, Andor Weininger, Lothar Schreyer, Sophie Täuber Arp e Oskar Schlemmer. Ci si sposta sull’avanguardia russa con “Le marionette e la Rivoluzione” per arrivare all’austriaco Richard Teschner, che sviluppa l’arte della marionetta a bastone fino a influenzare artisti da Parigi a Mosca. La mostra che per l’assessora alla cultura Annalisa Rabitti «è un’occasione per valorizzare il nostro patrimonio cittadino e metterlo in connessione con il patrimonio internazionale del teatro di figura» si completa con un omaggio a Otello Sarzi e con lui a Fellini, Strehler e Rodari, grazie alla stretta collaborazione con la Fondazione Famiglia Sarzi. Arricchiranno la mostra una serie di attività collaterali – visite guidate, conferenze, attività formative per scuole, corsi di aggiornamento per insegnanti – progettati e realizzati dal Dipartimento didattico della Fondazione Palazzo Magnani con Fondazione Reggio Children e Fondazione Famiglia Sarzi. l
G.B.
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