Gazzetta di Reggio

A Casa Cervi torna il Festival di Resistenza: «Con la cultura si cambia la storia»

Giulia Bassi
A Casa Cervi torna il Festival di Resistenza: «Con la cultura si cambia la storia»

Gattatico, in concorso sette spettacoli che verranno messi in scena dal 7 al 23 luglio

4 MINUTI DI LETTURA





Gattatico Con l’estate, ritorna a Casa Cervi il teatro che si rispecchia nel Festival di Resistenza.

Come oramai succede da 22 anni, nel periodo dal 7 al 25 luglio Casa Cervi si trasforma infatti in un palcoscenico dal quale diffondere, rinsaldare e raccontare storie su quei valori rappresentati dal luogo in cui vissero i sette fratelli; tali valori, mentre passano dal teatro, diventano espressione militante e viva del fare cultura. «Dalle scelte fondative della nostra storia locale e nazionale – ha spiegato Albertina Soliani, presidente dell’Istituto Alcide Cervi in occasione della conferenza stampa di presentazione del festival – nasce questa manifestazione che vuole fare cultura insieme con l’intento di rafforzare il bagaglio di fiducia oltre gli scetticismi. E lo fa partendo dalla scelta antifascista, la fiducia delle capacità di cooperare insieme per valori come la libertà, la democrazia, la difesa della giustizia. Così s’innesca anche questa attività teatrale che dà i suoi frutti e si radica come “presidio di resistenza”. Nei fratelli Cervi, amici di Otello e Lucia Sarzi, era già radicata la certezza che la forza della cultura cambia la storia».

Nel suo profondo discorso Soliani non ha dimenticato di sottolineare lo stretto rapporto tra quel passato e la ricerca e l’indagine sulle sofferenze dell’oggi, il presente drammatico, il dolore anche esistenziale. Insieme a Soliani e Paola Varesi dell’Istituto Cervi, hanno preso parte alla presentazione del Festival: Michela Bolondi vicepresidente Boorea Emilia Ovest da sempre partner del progetto, Maurizio Bercini presidente Giuria Festival di Resistenza, Alberto Ferraboschi responsabile delle biblioteche di Reggio, Luca Ronzoni sindaco di Gattatico, e Cesare Mattioli consigliere della Fondazione Famiglia Sarzi. E ancora Alberto Triola sovrintendente della Fondazione Toscanini la cui pièce Carillon del Collettivo Lynus ha costituito l’anteprima del festival.

In concorso per il Premio Museo Cervi-Teatro per la Memoria, il Premio del Pubblico e il Premio Gigi Dall’Aglio, sono sette gli spettacoli che andranno in scena al parco di Casa Cervi.

Il 7 luglio ore 21.30 si parte con “PPP Ti presento l’Albania”, un monologo di Klaus Martini che mostra l’incontro fra il ventenne Ilir, figlio di migranti albanesi, e “Il sogno di una cosa” di Pasolini. Martedì 11 luglio, stesso orario (solo lo spettacolo di domenica 23 luglio non inizierà alle 21.30), Cartocci Sonori mette in scena “RAP. Requiem al poeta”, regia Pouria Jashn Tirgan con Pouria Jashn Tirgan e Emanuele Fantini: un requiem diverso da quello di Verdi o di Mozart in cui l’ultima preghiera al defunto diventa un concerto moderno. Il 13 luglio Aida Talliente presenta “La Rosa Bianca”. Questo è il nome scelto da un gruppo di studenti universitari di Monaco che nel 1942-43 fecero un percorso di resistenza politica contro il regime nazista. I componenti furono ghigliottinati per alto tradimento ma il loro messaggio fu accolto e portato avanti da altri, come esempio di azione politica per una convivenza pacifica e libera, per un’Europa unita nella pace e nel rispetto delle diversità.

Al festival arriva la danza con la Compagnia Artemis Danza in “CorpiViolati #DJOperaNoir” (15 luglio) coreografia e regia di Monica Casadei.

Un concerto per voce e tamburo è quello che martedì 18 luglio Nando Brusco realizza in “Tamburo è Voce. Battiti di un Cantastorie”: una performance strumentale nella quale si innestano le storie, un viaggio senza tempo nel patrimonio collettivo della memoria orale, fra mito e realtà, mentre il 21 luglio Pan Domu Teatro presenta “Assenza sparsa” di Luca Oldani. Una non-storia fatta di tentativi comici, grotteschi ma anche disperati, di reagire al dolore, tra chi aspetta in sala d’attesa. Doppia replica (18.30 e 20.30) con prenotazione obbligatoria per “Muoio come un paese” (23 luglio) di Dimitri Dimitriadis. La narrazione avviene durante una camminata immersiva guidata dall’artista Gemma Hansson Carbone, che si rinnova ogni volta seguendo le regole del paesaggio storico e geografico in cui la performance si colloca. Seguirà alle ore 21.45 la performance conclusiva del Punto Critico-Under 30, laboratorio di giovani artisti, guidati da Maurizio Bercini e Mariangela Dosi. l

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google