Gazzetta di Reggio

Le stagioni

Una stagione a passo di danza

Giulia Bassi
Una stagione a passo di danza

Reggio Emilia, sette spettacoli internazionali in programma al Valli e all’Ariosto, tra cui due prime italiane e una prima assoluta. Il cartellone dei Teatri prenderà il via l’8 ottobre con “Exit above – after the tempest”

3 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia Divenuta in questi ultimi anni prezioso fiore all’occhiello della programmazione dei Teatri, la stagione della danza prosegue lungo questo percorso anche con il nuovo cartellone 2023-24 presentando compagnie e coreografie di assoluto rilievo con spettacoli di forte impatto, capaci, tra le molte suggestioni, di scrutare nel nostro vissuto, a volte nel segno di una bruciante attualità. La stagione continua idealmente le proposte del Festival Aperto e, fino a maggio, porterà sui palcoscenici dei teatri cittadini Municipale Valli e Ariosto sette spettacoli internazionali, tra cui due prime italiane e una prima assoluta.

A inaugurare la stagione, domenica 8 ottobre, sarà Anne Teresa De Keersmaeker /Rosas con “Exit above – after the tempest”, in cui la camminata come movimento primordiale e il blues come fonte musicale si incontrano. Ad affiancare le danzatrici e i danzatori della compagnia sono Meskerem Mees, che comporrà una serie di variazioni e adattamenti delle “walking songs”, e Jean-Marie Aerts, sound designer dei TC Matic.

Costituisce un sempre gradito ritorno quello della visionaria Compagnia dei Peeping Tom che – il 28 e 29 ottobre – presenta la nuova produzione che catapulta il pubblico in un viaggio manipolativo di proporzioni apocalittiche: “S 62° 58’, W 60° 39’ (South 62 degrees 58’, West 60 degrees 39’)”, titolo che indica le coordinate geografiche e temporali di un punto di un deserto artico, dove una nave e la sua piccola comunità sono intrappolate in una montagna di ghiaccio. Tra i due, il 14 ottobre “Momo”, della Compagnia Batsheva è uno spettacolo in prima italiana da non perdere, del coreografo israeliano Ohad Naharin, che va alla ricerca di verità e di bellezza attraverso la delicatezza e l’energia: con una colonna sonora per lo più tratta dall’album Landfall della leggendaria Laurie Anderson e del Kronos Quartet, uno dei più importanti ensemble di musica classica contemporanea. Batsheva porta con sé anche due workshop, uno per danzatori professionisti e uno aperto a tutti di tecnica gaga.

Gli straordinari danzatori della Company Wayne McGregor con “UniVerse: A Dark Crystal Odyssey” propongono il 21 febbraio una meditazione consapevole sulla crisi climatica.

La complessità dell’Inghilterra in tutte le sue sfaccettature è al centro della nuova ed avvincente opera di Hofesh Shechter, il 16 marzo, per i giovanissimi di Shechter II. “From England with love” è un’ode a questo intricato e stupendo paese, aperto, generoso e alla ricerca della sua anima, sempre in conflitto tra la sua storia buia e il forte attaccamento alle vecchie tradizioni.

“Utopia” è il risultato della collaborazione fra Emanuel Gat e i danzatori della compagnia ZfinMalta (17 aprile al Teatro Ariosto), una celebrazione della loro unicità, del loro virtuosismo, coinvolgimento, coraggio, senso di responsabilità e umanità. In quello che si può definire un flusso di coscienza coreografica, “Utopia” mappa il personale viaggio di dieci individui in cerca di connessioni ed esamina il ruolo del performer nella sua qualità di creatore dal vivo, su un palcoscenico.

Per la prima volta, approda al Teatro Valli il Ballet BC in prima italiana con una serata a tre coreografie (31 maggio): “Silent Tides” di Medhi Walerski; “Heart Drive” di Marne & Imre van Opstal e “Passing” di Johan Inger. Fondato nel 1986, il Ballet BC, attualmente diretto da Medhi Walerski, è un punto di riferimento nella creazione, produzione e formazione della danza contemporanea in Canada. l

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google